L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 17 febbraio 2020

Il crollo del prodotto interno lordo del Giappone dopo l'aumento dell'Iva dall'8 al 10% dovrebbe insegnare qualcosa agli euroimbecilli italiani tutti

Il PIL del Giappone è crollato. I motivi

17 Febbraio 2020 - 08:52 

Il PIL del Giappone è crollato e ha lasciato a bocca aperta l’intero mercato. L’accaduto


Il PIL del Giappone è letteralmente crollato nel quarto trimestre del 2019.

L’ultima rilevazione (preliminare) è stata pubblicata nelle prime ore della mattinata odierna e ha deluso l’intero mercato, il quale aveva sì previsto un tonfo dell’economia, ma non così imponente.

La frustrazione è risultata evidente sia su base trimestrale (e dunque a confronto con il periodo luglio-settembre) sia su base annua (e dunque a confronto con l’ultimo trimestre del 2018). In entrambi i casi il PIL del Giappone è diminuito e ha rivisto negativamente le attese degli analisti.
PIL Giappone: quanto è crollato?

Su base annua, il PIL del Giappone è crollato di un imponente 6,3% nell’ultimo trimestre del 2019. Il dato si è mal confrontato con il precedente +0,5% e ha completamente deluso le stime del consensus: gli analisti avevano previsto un calo del 3,7%.

Non è andata meglio su base congiunturale, dove l’economia è scivolata dell’1,6%. Il tutto contro il precedente +0,1% e contro attese a -0,9%.

Quella oggi registrata è stata la prima flessione messa a segno dal 2018, più precisamente dal 4° trimestre di quell’anno.
Perché è crollato?

Secondo gli osservatori, diversi elementi potrebbero aver contribuito al tonfo oggi osservato in sede di rilevazione preliminare. Non tanto il coronavirus, esploso in tutta la sua potenza distruttiva nel primo trimestre del 2020, quanto la guerra commerciale tra gli USA e la Cina potrebbe aver pesato sul PIL del Giappone.

Nello specifico a determinare la flessione sarebbero stati i consumi privati, affondati del 2,9% nell’ultimo trimestre del 2019. Un contesto sul quale non ha certamente giocato l’aumento IVA dall’8% al 10% entrato in vigore da ottobre.


Tutti i dati citati non hanno aiutato il recupero del Nikkei, che oggi ha chiuso con un rosso dello 0,69% in netta controtendenza rispetto agli indici cinesi, letteralmente decollati.

La prossima rilevazione sul PIL del Giappone è stata già programmata per il prossimo 9 marzo. Sarà allora che il mercato farà i conti con i dati definitivi del 4° trimestre 2019.

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