L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 febbraio 2020

Il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato è talmente rintronato dai colpi assestati dai magistrati alla Nicola Gratteri che usa le pulci per tentare di contrastare il movimento culturale sociale che vuole pretende la legalità in Italia

Il nostro Paese è in uno stato spinto di immobilismo.


Il nostro Paese è in uno stato spinto di immobilismo. Più la società è ferma più gli individui accumulano rabbia e aggressività. Un sintomo della paludosa sabbia mobile in cui l’Italia si sta dibattendo è la guerra di tutti contro tutti. Cittadini contro cittadini, istituzioni contro istituzioni, partiti contro se stessi e contro altri partiti, movimenti che si scindono. La cultura del sospetto avvelena l’aria che respiriamo più dello smog. Il dottor Vittorio Sgarbi non risulta essere un giornalista ed anche se lo fosse non spetta a lui né a nessuna figura giornalistica il compito di istigare odio, dissapori o dire allo Stato quali azioni compiere e in che modo compierle. Il dottor Sgarbi noto critico d’arte, eccessive volte si è preso la libertà di sentenziare e sparare condanne che non spettavano né a lui né ad altri affermare. Siamo in uno Stato dove vige la libertà di espressione, di opinione, ma non esiste né l’istigazione all’odio (punibile per legge) né tantomeno la dittatura e il dominio delle istituzioni.
La lotta posta in essere dal dottor Gratteri contro la ‘ndrangheta non è solo di carattere sociale e giudiziale ma anche culturale, i suoi ripetuti inviti a riprendersi i territori, i centri di aggregazione e di incentivare in un modo o in un altro la crescita del territorio, rappresentano la prova inconfutabile e tangibile del suo impegno non solo lavorativo ma di carattere sociale.
Si conoscono molti lati del fenomeno criminoso ed il rischio che sta correndo il Dottor Gratteri con la sua lotta. La ‘ndrangheta arruola a sé i soldati quando essi sono molto piccoli, figli di ‘ndranghetisti e quindi il legame che si crea è talmente forte che è difficile spezzarlo, soprattutto se cresci con alcuni schemi ed insegnamenti. Sono bambini di 8/10 anni che iniziano un addestramento che induce loro ad omicidi ed altri reati annessi o a spaccio o ad atti comunque sia illeciti. Deve essere una lotta decisa e consapevole che possa indurre anche riflessioni importanti ,come del fondamentale ruolo di chi veramente svolge il compito di Collaboratore o Testimone di giustizia e della sinergia che si può venire a creare.
Questo non vuol dire che c’è una sudditanza nei confronti del dottor Gratteri ,ma che si riconosce ad esso il ruolo e soprattutto i meriti conferitogli da azioni compiute in essere e non da parole urlate, per il resto ci rimettiamo al CSM e agli organi preposti, gli unici degni di dare voce e risposte consone nonché esaurienti non solo a noi , ma a tutti i cittadini.
È importante, fondamentale credere nella parte buona dello Stato e in coloro che in esso ripongono sudore e sangue, oltre sacrifici, si chiama appartenenza allo Stato. Siamo stanchi di polemiche urlate solo perché in realtà la lotta alle mafie è da sempre una cosa che si rifiuta culturalmente e fisicamente, anche da chi cultura ne dovrebbe avere da vendere. Il vilipendio (articolo 290 codice penale), punisce chiunque disprezza (vilipende) pubblicamente nonché gratuitamente la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario .Quello che sorge spontaneo chiedersi: il Dottor Vittorio Sgarbi afferma che il dottor Gratteri dovrebbe essere arrestato. Tutto questo è corretto ? Lo avesse detto un “comune mortale” le manette sarebbero state pronte? Chissà… ! Noi siamo con il Procuratore Nicola Gratteri ,noi siamo per una Calabria una nazione libera dalla ndrangheta ,dalle mafie e collusioni vari. Noi siamo l’associazione “Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia” Noi siamo per la liberta e la democrazia, Noi siamo Nicola Gratteri! Il Presidente Arch. Margherita Landa , il Vice Presidente Ing. Mario Spezia, il Segretario TdG Giovanni Sollazzo , il Tesoriere imprenditore Filippo Misuraca, il Vice Segretario Dott.ssa Valeria Sgarlata, il Vice Tesoriere il giornalista Rai Giovanni Taormina, il Presidente Onorario Klaus Davi,i
Componenti del Direttivo: Prof.ssa Maria Lagana, l’Avv. Rosario Scognamiglio, Gennaro Campisano, Prof. Paride Dobloni, Selmo Barbara e altri.
I Testimonial Luigi Bonaventura e la moglie, la Testimonial l’Avv. Claudia Conidi, i nostri più stretti collaboratori Ely Chio, Isabella Leo JW ,Grazia Esposito e tutti gli iscritti.

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