L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 febbraio 2020

Il solito ragazzo palestinese morto

06/02/2020, 08.55
ISRAELE - PALESTINA
Primi effetti della pace di Trump: morto giovane palestinese, 12 soldati israeliani feriti


Alla presentazione del cosiddetto “Accordo del secolo” i leader cristiani avevano annunciato più sangue e tensioni. Stamane un’auto è piombata su un gruppo di soldati a Gerusalemme, 14 feriti di cui 12 militari. Ieri negli scontri a Hebron è deceduto un 19enne manifestante, centrato da una pallottola. Esercito israeliano: eliminata “la minaccia”.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Come avevano annunciato leader cattolici di Terra Santa, secondo cui il piano di “pace” fra Israele e Palestina avrebbe generato “più sangue e tensioni”, nelle ultime ore si sono registrati i primi incidenti fra le parti. Nelle prime ore della giornata un’auto è piombata su un gruppo di soldati israeliani a Gerusalemme, ferendo 14 persone. Ieri a Hebron i militari con la stella di David hanno ucciso un 17enne manifestante palestinese.

Testimoni oculari riferiscono che l’investimento è avvenuto stamane a David Remez Street, che si trova non distante dal quartiere arabo bel settore orientale della città santa, rivendicato dai palestinesi come capitale di un futuro Stato. Nello scontro sono rimasti feriti 12 soldati israeliani e due persone che si trovano nell’area al momento dell’incidente.

Le autorità israeliane parlano di “sospetto” attacco palestinese, come avvenuto già diverse volte in passato. Tuttavia, al momento non si hanno conferme ufficiali e non è nota l’identità dell’investitore a bordo del veicolo che si è schiantato sui pedoni. Un portavoce militare aggiunge che i soldati stavano compiendo un giro della città, dove erano arrivati giorni prima per prestare giuramento.

Fonti ospedaliere parlano di una persona ricoverata con ferite gravi, mentre un secondo presenta ferite moderate. Entrambi avevano 20 anni. “L’incidente - conclude una fonte della polizia - è oggetto di indagine come atto terroristico”. La persona alla guida del mezzo è riuscita a fuggire ed è ricercata dalle forze di sicurezza israeliane.

Ieri, intanto, si è registrata la prima vittima palestinese dalla presentazione del cosiddetto “Accordo del secolo”, il piano di pace elaborato dalla Casa Bianca accolto con entusiasmo da Israele, criticato dai palestinesi e fonte di dubbi e perplessità fra i leader cattolici di Terra Santa. Il 17enne Mohammed al-Hada è deceduto dopo essere stato colpito con una pallottola in pieno petto, durante gli scontri fra giovani manifestanti e soldati israeliani a Hebron, nel sud della Cisgiordania.

Testimoni locali riferiscono che i soldati avrebbero utilizzato proiettili veri e pallottole di gomma verso i giovani, i quali hanno risposto lanciando gas lacrimogeni. In riferimento all’incidente, l’esercito israeliano afferma che i soldati avrebbero “identificato un palestinese pronto a lanciare una bottiglia Molotov contro di loro e hanno risposto aprendo il fuoco per eliminare la minaccia”.

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