L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 febbraio 2020

La 'ndrangheta è una mala pianta che ha trovato nella politica lombarda terreno fertilissimo

Mafia in Lombardia, Dolci (dda): "Doppia morale dei politici"


Il magistrato antimafia: «Politici lombardi hanno doppia morale, chiedono voti a 'ndrangheta e fanno favori» 

Indice puntato sulla classe politica. Alessandra Dolci (dda Milano): «Presa di distanza dalle mafie dev'essere più netta» 

Redazione
30 gennaio 2020 10:47

E' durissimo il j'accuse di Alessandra Dolci, procuratore aggiunto e capo della direzione distrettuale antimafia di Milano, al mondo politico. Il magistrato, massimo responsabile della lotta alla criminalità organizzata sul nostro territorio, ha puntato l'indice contro i politici che, anche in Lombardia, «chiedono voti alla 'ndrangheta e fanno affari e favoriscono esponenti della 'ndrangheta».

Secondo la Dolci, intervenuta a "Pane al pane" su Radio Lombardia, «c'è una doppia morale: da un lato si finge di contrastare la mafia e dall'altro si accettano i loro voti, si fanno loro favori». Mancherebbe, insomma, «una presa di distanza netta dal mondo della criminalità organizzata, che è quello che io chiedo ai politici».

Beni confiscati: «Comuni chiedano assegnazioni a fini sociali»

Un altro tema riguardante le mafie è quello dei beni che vengono prima sequestrati e poi definitivamente confiscati ai boss, entrando nel patrimonio dello Stato. Esiste una agenzia nazionale che si occupa di questi beni e poi anche agenzie regionali. Ma accade che i beni (spesso immobili) non vengano in realtà destinati a qualcuno o a qualcosa, perché i Comuni "latitano", anziché manifestare il loro interesse.

«Sarebbe un segnale molto forte quello di chiederne l'assegnazione e poi la gestione a fini sociali», commenta il magistrato: «Nella realtà locale, mettere la bandierina dello Stato farebbe capire da che parte si sta. A volte, i politici non sanno fare queste prese di posizione nette, anche in Lombardia. E' un tema che mi sta molto a cuore», conclude la Dolci. “


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