L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 febbraio 2020

Per anni Airbus si è accaparrato quote di mercato praticando dumping

Airbus paga 3,6 miliardi per chiudere le accuse di corruzione

1 febbraio 2020 


Il colosso europeo dell’Aerospazio e Difesa Airbus ha accettato di pagare una multa record di 3,6 miliardi di euro alla Francia, alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti per archiviare le inchieste per corruzione e il mancato rispetto delle disposizioni del regolamento sul commercio internazionale di armi scongiurando una serie di processi.

I dettagli dell’accordo, resi noti ieri a Parigi, prevedono che Airbus paghi 2,1 miliardi di euro alla Francia, 984 milioni euro alla Gran Bretagna (oltre a 7 milioni di spese giudiziarie) e 526 milioni agli Stati Uniti per le inchieste su tangenti e irregolarità contrattuali di vendita del gruppo. I giudici di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, hanno dunque accolto l’accordo di principio concluso nei giorni scorsi con la Procura Nazionale Finanziaria (PNF) francese, il Serious Fraud Office britannico (SFO) e gli Stati Uniti che indagavano congiuntamente sui contratti di vendita di aerei ed equipaggiamenti militari.

Airbus inoltre verserà circa 60 milioni di euro per “false dichiarazioni”, nel quadro di contratti volti all’esportazione di armi con componenti prodotte negli Stati Uniti.

Le indagini hanno riguardato commesse in 13 anni in diversai paesi, inclusi Malaysia, Russia, Ghana e China che secondo gli inquirenti francesi hanno prodotto contratti per 1.05 miliardi di euro attraverso un sistema di corruzione (definito “endemico”) che ha coinvolto 150 funzionari dell’azienda.

“E’ la più importante risoluzione di una vicenda di corruzione al livello mondiale” osserva una nota del Dipartimento di Giustizia Usa. Per il SFO britannico, si tratta di una somma “record” nel quadro di un accordo volto a sospendere il procedimento giudiziario. E di “record” parla anche la giustizia francese. Per il procuratore nazionale finanziario, Jean-Francois Bonhert, “Airbus ha versato tangenti attraverso suoi agenti nel mondo intero per aggiudicarsi dei contratti”.

“Ad Airbus va l’onore di aver riconosciuto la sua colpevolezza” ha commentato la direttrice del Serious Fraud Office britannico. La mega-multa, che sul piano legale non equivale ad un’ammissione di colpa, peserà su buona parte dei ricavi del gruppo. Nel 2018 Airbus ha segnato un utile netto di 3,1 miliardi mentre i conti per il 2019 verranno annunciati il 13 febbraio. Dal 2016, il caso pendeva come una spada di Damocle sull’azienda che conta 134.000 dipendenti, con il rischio di non poter partecipare a gare per le commesse pubbliche.

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