L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 1 febbraio 2020

Rutelli Veltroni Alemanno si sono mangiati Roma ma quell'euroimbecille servo sciocco posto al ministero dell'economia Gualtieri non ricorda

Roma, Toninelli: «Gualtieri attacca la raggi, ma dimentica i debiti di Rutelli e Veltroni»

Silenzi e FalsitàPOSTED ON 1 FEBBRAIO, 2020


«Gualtieri attacca la Raggi, ma dimentica i debiti di Rutelli e Veltroni».

L’ex ministro dei Trasporti del M5S, Danilo Toninelli, prende le difese della sindaca di Roma Virginia Raggi, attaccata dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il quale ha espresso su di lei un giudizio «certamente non positivo».

«Era arrivata in Campidoglio con tanti proclami e grandi speranze ma i risultati, purtroppo per i romani, non sono arrivati, anzi,» ha detto Gualtieri.

Toninelli ha riconosciuto i problemi della Capitale: «Nessuno nega che amministrare Roma sia difficile,» ha scritto su Facebook, sottolineando di non ricordare però «alcun sindaco lavorare così tanto e così tenacemente come Virginia Raggi per risolvere i problemi. Ma è utile ricordare al ministro Gualtieri che gran parte di queste difficoltà sono dovute ai disastri che anche i suoi colleghi di partito Rutelli e Veltroni hanno lasciato in eredità a questa città. Se lo ricorda? Gli do una notizia».

«Nel 2010 Ministero dell’economia e Ragioneria della Stato hanno accertato che alla fine dell’era Veltroni il debito complessivo del Comune di Roma ammontava a 22,4 miliardi di euro, che al netto della massa attiva diventava di 16,7 miliardi. Un salasso che ha costretto Roma ad avere un doppio bilancio, con una gestione commissariale del debito pagato da tutti i cittadini italiani e solo recentemente archiviata da Virginia Raggi.
La campagna elettorale in cui Gualtieri ha deciso di gareggiare non dovrebbe fargli dimenticare il suo ruolo istituzionale da ministro dell’economia,» ha spiegato Toninelli.

«I romani si aspettano non solo maggiore correttezza, ma soprattutto che il suo ministero metta in campo impegni concreti e risorse certe per la capitale d’Italia,» ha concluso l’ex ministro.

Nessun commento:

Posta un commento