L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 febbraio 2020

Scacco matto di Nicola Gratteri all'Annunziata che lo liquida senza salutarlo

09/02/2020 15:23 CET | Aggiornato 13 ore fa

Nicola Gratteri: "L'accordo sulla prescrizione è una mediazione al ribasso"
Il procuratore di Catanzaro a Mezz'ora in Più

HuffPost

LEONARDO CENDAMO VIA GETTY IMAGES

“La Storia ci insegna che le cose dirompenti si fanno nei primi sei mesi di legislatura, poi con il tempo si perde potere e si fanno mediazioni al ribasso”. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri a Mezz’ora in più su Rai Tre. Per questo motivo l’accordo raggiunto dal Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sulla riforma Bonafede della prescrizione è una “mediazione al ribasso”, ha detto Gratteri.

Il magistrato osserva intanto che nella mediazione di governo c’è “una disparità di trattamento” tra chi è assolto e chi è condannato in primo grado. Inoltre, osserva Gratteri, “la prescrizione serviva per costringere il legislatore, i politici a interessarsi a fare le modifiche per velocizzare il processo senza diminuire i diritti, questa è la madre di tutte le riforme”.

Quanto alla sua scelta come ministro della Giustizia da parte di Matteo Renzi nel 2014 e al tanto discusso rifiuto opposto dall’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano, “pare che Napolitano abbia detto che sono un pm troppo caratterizzato, è ancora vivo, qualche giornalista può andare a chiedergli cosa voleva dire”. Se avesse fatto il ministro? “Di certo poi non sarei tornato a fare il magistrato. Magari avrei fatto l’agricoltore”. 

“In questo Consiglio superiore della magistratura vedo una forte etica, vedo gente che si indigna. E’ un Csm che mi piace, è molto serio, molto duro”, ha aggiunto Gratteri.

Nessun commento:

Posta un commento