L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 febbraio 2020

Togati malati - La procura di Catanzaro è pulita ma il resto? Parrebbe che Petrini parla parla parla

Il giudice Petrini collabora con i pm: altre toghe corrotte a Catanzaro?

VIDEO | Marco Petrini potrebbe aprire il vaso di Pandora, per anni rimasto sigillato, che ha celato chissà quanti episodi di corruzione e mercimonio negli uffici giudiziari di Catanzaro

di Redazione 
8 febbraio 2020 13:44

Marco Petrini collabora e potrebbe aprire il vaso di Pandora, per anni rimasto sigillato, che ha celato chissà quanti episodi di corruzione e mercimonio negli uffici giudiziari di Catanzaro. Dopo il suo arresto, che ha segnato la svolta nell’inchiesta istruita dal procuratore aggiunto di Salerno Luca Masini, non solo l’ammissione delle sue responsabilità di fronte alle contestazioni mosse a suo carico, ma anche nuove rivelazioni – tutte allo stato coperte dal segreto, che potrebbero allargare in maniera decisiva lo spettro delle indagini.

Al vaglio della Guardia di finanza anche una mole di atti giudiziari acquisita sia durante le indagini, sia contestualmente all’esecuzione dell’arresto dell’ex presidente di Sezione della Corte d’appello di Catanzaro, sia dopo. Sentenze su processi di secondo grado, su procedimenti di carattere patrimoniale, ma anche di tipo tributario. Peraltro, con gli inquirenti campani, collabora anche un altro indagato chiave, ovvero il collettore delle mazzette che mafiosi come Antonio Saraco o politici chiacchierati come Pino Tursi Prato, avrebbero indirizzato al giudice Petrini: si tratta di Emilio “Mario” Santoro, il medico – ex colletto bianco bianco dell’Asp di Cosenza – che potrebbe offrire un riscontro formidabile alle rivelazioni di Petrini.

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Tutto ciò mentre al vaglio della Procura di Salerno, competente per le indagini che riguardano i magistrati del distretto di Catanzaro, restano anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Andrea Mantella, l’ex padrino emergente, la cui attendibilità è stata sin qui più volte riscontrata in altre indagini, che ha gettato ombre su più giudici definiti avvicinabili e su più avvocati.

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