L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 18 febbraio 2020

UBI Banca-Intesa Sanpaolo - Le sorprese non finiscono mai

Intesa Sanpaolo lancia OPA su UBI Banca. I dettagli del clamoroso annuncio

18 Febbraio 2020 - 07:51 

Fusione UBI-Intesa Sanpaolo? La prima banca d’Italia ha lanciato a sorpresa un’OPA sul quarto istituto del Paese. Tutti i dettagli sull’operazione che ha lasciato a bocca aperta


Intesa Sanpaolo e UBI Banca verso la fusione? Un’ipotesi del tutto plausibile stando all’OPA lanciata qualche ore fa dal primo istituto di credito del Belpaese.

La mossa ha lasciato tutti a bocca aperta e renderà oggi indispensabile il monitoraggio di entrambe le azioni societarie sia per la sorpresa generale, sia per le potenziali conseguenze dell’operazione.

L’OPA in questione potrebbe portare infatti alla fusione per acquisizione di Intesa Sanpaolo e UBI Banca, due dei più grandi e importanti gruppi italiani. I dettagli fino ad ora trapelati sono già stati passati al setaccio.

Fusione UBI Banca-Intesa Sanpaolo? Sommario

Fusione Intesa Sanpaolo-UBI Banca? Tutti i dettagli sull’OPA

La notizia è arrivata nelle ultime ore di ieri, lunedì 17 febbraio, e ha lasciato gli osservatori di mercato a bocca aperta. La mossa del più grande istituto italiano, d’altronde ha ufficialmente riaperto la stagione del risiko bancario.

Stando ai dettagli fino ad ora trapelati, l’OPA di Intesa Sanpaolo su UBI Banca non sarà un’operazione ostile, seppur non concordata.

La prima metterà sul piatto d’argento 17 azioni proprie ogni 10 titoli dell’istituto di Massiah (rispettivamente €4,25 e €3,33 alla chiusura di venerdì), con un premio del 27,6% rispetto ai valori di scambio dell’ultima seduta della settimana.

Per evitare problemi con l’Antitrust, Intesa ha anche inserito tra i pilastri dell’operazione due accordi:
uno con BPER Banca: per la cessione di un ramo d’azienda e dei relativi dipendenti (circa 400-500 filiali).

Obiettivi e conseguenze dell’operazione

A fare chiarezza sulle motivazioni di un’eventuale fusione per acquisizione è stata la banca di Messina, tramite il comunicato stampa pubblicato qualche ora fa sul proprio sito ufficiale.

A detta di Intesa Sanpaolo, l’OPA e una successiva fusione con UBI potrebbero creare valore per gli stakeholder, i quali gioverebbero non soltanto di valori condivisi, ma anche di modelli di business simili.

L’operazione, si legge ancora nel testo, non presenterebbe particolari ostacoli da superare vista la rinomata capacità della prima banca italiana di portare a termine integrazioni.

“Intesa Sanpaolo considera UBI Banca tra le migliori banche italiane, radicata nelle regioni italiane più dinamiche, con rilevanti risultati conseguiti grazie all’eccellente lavoro svolto dal CEO e dal management e con un valido Piano di Impresa, che nel Gruppo risultante dall’operazione possono trovare non solo continuità di realizzazione ma anche ulteriore valorizzazione.”

Secondo la banca di Messina, le sinergie derivanti dalla fusione UBI-Intesa Sanpaolo sono di 730 milioni (lordi) annui. L’OPA e la successiva acquisizione potrebbero portare a un utile consolidato di oltre 6 miliardi dal 2022 in poi, e potrebbero altresì determinare 2.500 assunzioni di nuovi giovani (a fronte di 2.030 uscite).

1. Le conseguenze per i clienti

Dal punto di vista dei clienti, ha fatto notare Intesa, la fusione con UBI Banca non farà che ampliare l’offerta di prodotti e servizi disponibili. Lo sviluppo tecnologico, l’innovazione e gli investimenti supporteranno l’economia reale dell’Italia.

2. Le conseguenze per gli azionisti

Se l’OPA lanciata da Intesa su UBI avrà esito positivo, gli azionisti potranno fare affidamento su dividendi cash elevati e sostenibili, ulteriore creazione di valore, aumento dei ricavi, migliore qualità del credito e ampliamento della base di clienti.
A quando la fusione?

Sulla tempistica ha tentato ancora una volta di fare chiarezza il comunicato stampa prima citato.

La fusione UBI Banca-Intesa Sanpaolo dovrà ovviamente ricevere il via libera delle autorità competenti. Il perfezionamento dell’operazione però potrebbe arrivare entro fine anno. L’osservazione delle azioni UBI e delle azioni Intesa oggi sarà fondamentale per capire la reazione del mercato alle notizie sull’OPA e sulla citata fusione per acquisizione.

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