L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 febbraio 2020

Un mese per scoprire la variante del virus della polmonite, sconfitta la Strategia della Paura e del Caos

CRONACA 02 febbraio 2020

Coronavirus isolato allo Spallanzani di Roma: tra i primi in Europa. Nuovi spazi per cure

Bisogna continuare a investire sul nostro servizio sanitario nazionale,

“Aver isolato il virus significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione", spiega il ministro della Salute. Sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale


Isolato il virus Coronavirus. L'Italia tra i primi Paesi in Europa a essere riuscita a isolare il nuovo virus cinese. (I SINTOMI - LE COSE DA SAPERE - LA COSTRUZIONE DEGLI OSPEDALI IN TIMELAPSE - LE PRIME FOTO DEL VIRUS - LA MAPPA DEL CONTAGIO). E' il risultato ottenuto dai virologi dell'Istituto Lazzaro Spallanzani, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia. "Ora diventa più facile trattare il Coronavirus", spiega in conferenza stampa il ministro della Salute Roberto Speranza. "L'Italia - aggiunge il direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani Giuspeppe Ippolito - diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca". Chi sono le tre ricercatrici che hanno isolato il virus: FOTO.
Il risultato italiano

Si tratta infatti di un passo fondamentale per tutta la comunità scientifica che consentirà di accelerare la ricerca per il contrasto a questa malattia. "L'Italia ha uno dei servizi sanitari migliori del mondo e oggi lo ha nuovamente dimostrato", dice con orgoglio il ministro della Salute Roberto Speranza.
Spazi per cure, test e diagnosi

L'Isolamento del virus darà la possibilità di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi. La disponibilità nei laboratori del nuovo agente patogeno, spiegano i ricercatori, "permetterà di studiare il meccanismo della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino. La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato 2019-nCoV/Italy-INMI1, è già stata depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale". Prima di oggi l'isolamento era stato effettuato soltanto in due centri in Australia e in Cina e si sapeva che anche l'Istituto Pasteur in Francia ci stava lavorando. 
Virus isolato, a cosa serve?

In che modo l'isolamento del Coronavirus può aiutare la ricerca? "Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura ci permette di provare farmaci in vitro, di avere grandi quantità di virus per la messa a punto di un vaccino e infine significa poter fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione", ha spiegato Maria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani. (LE FOTO DELLE RICERCATRICI). "Sempre quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale è il virus, perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi la risposta delle persone all'infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus", ha aggiunto Capobianchi. 


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