L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 marzo 2020

Abbiamo una macchina organizzativa disorganizzata, per troppo tempo si è privilegiato gli amici degli amici lasciando per strada i competenti

Tracciamento coreano, tamponi e test sierologici stile Crisanti. L’appello di 112 prof. anti Covid-19

29 marzo 2020


Per rimettere in moto la nazione, occorre una politica simile a quella coreana. La proposta che più si avvicina è quella del prof. Crisanti. Il manifesto-appello di docenti universitari promosso da Giuseppe Valditara, già capo dipartimento per la formazione superiore e la ricerca presso il Miur

La Corea del Sud ha contenuto il virus Covid-19 senza bloccare l’intero Paese. Da secondo paese al mondo con più contagi ha ora poco più di un decimo di quelli accertati in Italia.

La diffusione del virus è tenuta sotto controllo con un grande numero di test mirati, isolamento dei soggetti positivi e loro tracciamento attraverso la geolocalizzazione.

Il contenimento attivo della progressione del contagio ha evitato la saturazione degli ospedali limitando la mortalità dei contagiati, con misure solo localizzate di quarantena generalizzata.

È evidente a questo punto che anche noi dobbiamo rapidamente elaborare una fase due.

Le attuali misure di contenimento sono senz’altro importanti, e vanno fatte rispettare rigorosamente, ma non è pensabile tenere bloccato un paese ancora per diversi mesi, avrebbe conseguenze economiche e sociali devastanti.

Per rimettere in moto la nazione, evitando il riaccendersi virulento della pandemia, occorre tuttavia una politica simile a quella coreana. La proposta che più si avvicina è quella del prof. Andrea Crisanti.

Occorrono pertanto tamponi e test sierologici – che sono la risposta più rapida e sono fattibili in qualsiasi laboratorio, anche privato – generalizzati per quelle categorie professionali che operano a contatto con i pazienti ovvero che hanno più contatti con il pubblico.

Inoltre tamponi e test sierologici per tutti coloro che manifestano sintomi e da questi allargamento a raggio dei tamponi e dei test, coinvolgendo cioè parenti e persone incontrate negli ultimi giorni.

Le app di tracciamento sono sotto questo profilo decisive, è dunque necessario l’avvio di una politica di geolocalizzazione che deroghi temporaneamente alle norme sulla privacy. Infine obbligo delle mascherine per chi frequenta luoghi pubblici dove non si possono mantenere distanze opportune: uffici, mezzi di trasporto etc.

Occorre altresì prevedere forme di isolamento e monitoraggio con adeguata quarantena dei positivi per evitare il contagio dei conviventi e dei loro contatti stretti. Queste misure potrebbero anche sfruttare hotel e case vacanze, che al momento sono praticamente vuote, per mettere in quarantena centralizzata tutte le persone a rischio, opportunamente identificate.

Tali strutture renderebbero anche più facili l’osservazione e l’assistenza tempestiva e sarebbero meno onerose per il servizio sanitario quando i sintomi diventassero severi.

Inoltre si deve prevedere la creazione di reparti ad hoc negli ospedali per evitare la paralisi della assistenza ospedaliera.

Il tempo stringe, occorre agire rapidamente.

Alberto Aloisio Università Federico Secondo di Napoli
Alessandro Antonelli Università di Pisa
Giampaolo Azzoni Università di Pavia
Pierluigi Barrotta Università di Pisa
Sergio Basile già Corte dei Conti
Stefano Bastianello Università di Pavia
Giuseppe Bertagna Università di Bergamo
Emanuele Bilotti Università Europea di Roma
Guido Biscontini già Università di Camerino
Fernando Bocchini Università Federico Secondo Napoli
Giampio Bracchi già Università Politecnico di Milano
Marina Brambilla Università Politecnico di Milano 
Paolo Branchini INFN
Luigi Brugnano Università di Firenze 
Giacomo Büchi Università di Torino
Vito Valerio Cantisani Università La Sapienza Roma
Alba Cappellieri Università Politecnico di Milano 
Nicola Casagli Università di Firenze
Raffaele Caterina Università di Torino
Enrico Caterini Università della Calabria
Francesco Cavalla già Università di Padova
Mauro Ceroni Università di Pavia
Paola Cogo Università di Udine 
Giorgio Colombo Università di Pavia
Valentina Colombo Università Europea di Roma
Mario Comba Università di Torino 
Pierluigi Contucci Università di Bologna
Marco Massimo Corsi Romanelli Università Statale di Milano 
Alfredo Costa Università di Pavia
Franco Cotana Università di Perugia
Renato Cristin Università di Trieste
Raimondo Cubeddu Università di Pisa
Francesco Curcio Università di Udine
Vito D’Andrea Università La Sapienza Roma 
Enrico Del Prato Università La Sapienza Roma
Andrea Di Porto Università La Sapienza Roma 
Paolo Duvia Università dell’Insubria
Adriano Fabris Università di Pisa
Claudio Fazzini Università Politecnico di Milano
Silvia Ferrara Università di Bologna 
Raffaele Fiume Università Parthenope Napoli
Emanuela Andreoni Fontecedro già Università RomaTre
Pietro Formisano Università Federico Secondo Napoli
Lorenzo Franchini Università Europea di Roma 
Antonio Fuccillo Università Vanvitelli Napoli
Michele Galeotti Università La Sapienza Roma
Paolo Gasparini Università di Trieste
Carlo Gaudio Università La Sapienza Roma
Gino Gerosa Università di Padova
Giuseppe Ghini Università di Urbino
Felice Giuffré Università di Catania
Paolo Gontero Università di Torino
Marco Grasso Ospedale San Gerardo Monza
Andrea Graziosi Università Federico II Napoli
Marco Guazzi Università Statale di Milano
Gabriele Iannelli Università Napoli Federico II
Umberto Izzo Università di Trento
Antonella Lamazza Università La Sapienza Roma
Rosa Lombardi Università La Sapienza Roma
Alberto Lusiani Normale di Pisa
Francesco Manfredi Università Jean Monnet Bari
Vincenzo Mannino Università RomaTre
Stefano Marasca Università Politecnica delle Marche
Carla Masi Università Federico Secondo Napoli
Maurizio Masi Università Politecnico di Milano 
Ludovico Mazzarolli Università di Udine
Francesco Menichini Università della Calabria
Felice Mercogliano Università di Camerino
Mariella Miceli Università di Palermo
Paolo Miccoli già Università di Pisa
Leo Miglio Università Bicocca Milano
Giovanni Nano Università Statale di Milano 
Matteo Negro Università di Catania
Paolo Nesi Università di Firenze
Ida Nicotra Università di Catania
Alessandra Nivoli Università di Sassari 
Vincenzo Pacillo Università di Modena e Reggio
Davide Pacini Università di Bologna
Pietro Paganini Università John Cabot Roma
Marco Paolino Università della Tuscia
Mauro Paoloni Università RomaTre
Alessandro Parolari Università Statale di Milano
Cristina Pedicchio Università di Trieste
Dario Peirone Università di Torino
Raffele Picaro Università Vanvitelli Napoli
Luciano Pietronero Università La Sapienza Roma 
Anna Poggi Università di Torino
Patrizia Polliotto Istituto Ospedaliero Galeazzi Milano
Gennaro Quarto Università Federico II Napoli 
Giovanna Riccardi Università di Pavia
Marco Ricotti Università Politecnico di Milano 
Raffaele Rodio Università di Bari
Michele Rosboch Università di Torino
Francesco Rotondi Università IULM Milano
Stefano Ruffo Sissa
Noemi Sanna Università di Sassari
Francesco Santini Università di Genova
Livia Saporito Università della Campania Vanvitelli
Vincenzo Maria Saraceni Università La Sapienza Roma
Leonardo Sechi Università di Udine
Salvatore Sfrecola già Corte dei Conti
Laura Solidoro Università di Salerno
Sebastiano Tafaro già Università di Bari
Chiara Tenella Università Statale di Milano
Mario Testini Università di Bari
Raffaele Trequattrini Università di Cassino
Renato Troncon Università di Trento
Giuseppe Valditara Università di Torino
Teodoro Valente Università La Sapienza Roma
Alessandra Veronese Università di Pisa
Vincenzo Vespri Università di Firenze
Antonio Vicino Università di Siena
Piero Volpe Ospedale Reggio Calabria

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