L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 marzo 2020

Conte=Tsipras traditore della Patria - Il Mes strumento utile per distruggere l'Italia attraverso la ristrutturazione del debito

Giorgia Meloni: «Attivazione del MES? L'unica possibilità è restituire ai singoli Stati le quote versate»

Il presidente di Fratelli d'Italia: «Governo non faccia scherzi e non ceda ai diktat franco-tedeschi. Se accadesse faremmo le barricate in Parlamento». Ermellini: «No MES senza coinvolgere Parlamento»


Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia ANSA

ROMA - «Domani ci sarà l'Eurogruppo per discutere l'attivazione del Mes, il fondo 'ammazza-Stati' che l'Italia ha contribuito a creare versando miliardi di euro presi dalle tasche dei cittadini. L'euroburocrazia vorrebbe prestare i soldi ad interesse agli Stati per poi commissariarli e costringerli a misure lacrime e sangue. Non c'è alcuna condizionalità da discutere. L'unica possibilità di usare i soldi del Mes è quella di restituire interamente le quote versate dai singoli Stati e rimettere quei soldi nelle tasche di chi li ha versati: i cittadini. Non possiamo permettere che la devastante crisi del coronavirus si trasformi in un pretesto per espropriare l'Italia: il Governo non faccia scherzi e non ceda ai diktat franco-tedeschi. Se accadesse faremmo le barricate in Parlamento». Lo dichiara il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

«Mezza Italia lavora, lo facciano anche le Camere»

«Abbiamo chiesto un appuntamento a Mattarella e la convocazione immediata e a oltranza del Parlamento perché vorremmo tentare di dare una mano. Se mezza Italia lavora il primo deve essere il Parlamento anche per mettere insieme le energie di tutti. Tutti hanno idee e proposte intelligenti ma se non c'è un luogo in cui si possono confrontare...». Lo ha detto la leader di Fdi, Giorgia Meloni, in collegamento telefonico con 7Gold. «Io sarò in Parlamento già oggi, domani ci saremo per la commissione Bilancio, cercheremo di mettere il Parlamento a regime ogni giorno», ha aggiunto.
Ermellini: «No MES senza coinvolgere Parlamento»

«Partendo dal presupposto che la discussione sull'eventuale intervento del MES a fronte dell'emergenza Coronavirus è inaccettabile, ció non puó avvenire senza il coinvolgimento del Parlamento. Al di là delle dichiarazioni liberamente rilasciate da numerosi colleghi, mi aspetto che nel giro di poche ore si levi una voce ufficiale che sia una presa di posizione netta sul tema, oltre a smentire le voci che vogliono la chiusura dell'affaire Mes il prossimo giovedì. La marginalità a cui siamo relegati mi confonde e preoccupa». Lo dichiara in una nota la deputata del MoVimento 5 Stelle, Alessandra Ermellino, in merito alle ultime notizie stampa sul Mes.

«Non voglio che il Meccanismo Europeo di Stabilitá diventi un caso politico o di espressione di principio, sono concreti i timori secondo cui il possibile utilizzo del Mes diventi nel medio termine una scure per la nostra economia. Dico no alle mani legate dal Mes ma soprattutto - conclude - chiedo che su di esso avvenga un'ampia discussione, anche per non dare alibi ai soliti detrattori».

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