L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 marzo 2020

Defender Europe 2020 - Il gioco ai soldatini viene fermato dalla polmonite virale

Il Coronavirus metterà KO anche le grandi esercitazioni della NATO?

15 marzo 2020 


Il dilagare del coronavirus sulle due sponde dell’Oceano Atlantico rischia di limitare o addirittura far annullare la grande esercitazione della NATO in Europa “Defender Europe” in programma dal 27 aprile al 22 maggio con la finalità di testare le capacità logistiche dell’Alleanza Atlantica di supportare le forze alleate in Germania, Repubbliche Baltiche e Polonia.

Al netto di tutte le fantasiose tesi complottiste circolate nelle ultime settimane, l’esercitazione vede lo sbarco in Europa di circa 20 mila militari statunitensi con 13mila tra mezzi ed equipaggiamenti (solo in minima parte già arrivati, il grosso è atteso per aprile) per compiere diversi atti tattici che dovevano coinvolgere anche 17 mila militari europei della NATO e altri 10 mila soldati americani già presenti in Europa.


Il presupposto dell’esercitazione è simulare la capacità di far affluire rapidamente in Europa truppe americane a rinforzo della NATO in caso di invasione di Lituania e Lettonia, quindi di una crisi militare con la Russia. Un tema vecchio quanto la NATO che nell’epoca della guerra fredda vedeva affluire bel Vecchio Continente per esercitazioni analoghe fino a 70 mila militari statunitensi (le esercitazioni Reforger tra il 1969 e il 1993).


Defender Europe rappresenta il più grande dispiegamento di forze in Europa da oltre 25 anni. Anche Defender Europe è stara ovviamente pianificata con largo anticipo (oltre un anno) rispetto alla sua attuazione e non può essere messa in relazione a nessuno dei recenti fatti che hanno interessato l’Europa, inclusa l’epidemia di Coronavirus che però rischia di compromettere seriamente le esercitazioni NATO.


L’esercitazione “Cold Response 2020”, che avrebbe dovuto riunire più di 15.000 soldati nella Norvegia settentrionale (nella foto sopra), è stata sospesa prima della sua conclusione l’11 marzo a causa dell’epidemia del coronavirus. “Il coronavirus è fuori controllo – ha detto il capo del Centro operativo dell’esercito norvegese, Rune Jakobsen. “Vogliamo mantenere le capacità operative dei militari in modo da poter sostenere la società nel periodo turbolento che ci aspetta”.

Lo stesso giorno anche l’Italia ha reso noto che i nostri militari non parteciperanno all’esercitazione “Defender Europe”. Lo ha reso noto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, spiegando che “gli uomini e le donne della Difesa sono in campo senza sosta per fronteggiare, in questo delicato momento, l’emergenza sanitaria e per garantire l’attuazione delle importanti delibere decise dal Governo.


Per questo ho valutato, congiuntamente con lo Stato Maggiore della Difesa e informando il Comando Nato, di non confermare il nostro contributo all’esercitazione Defender 2020. Pur sostenendo il valore strategico dell’esercitazione, ho ritenuto opportuno mantenere massimo l’apporto delle Forze Armate in questa situazione”.

“La partecipazione nazionale – ha sottolineato la Difesa – era limitata esclusivamente ad alcuni assetti dell’Esercito. In particolare, la pianificazione prevedeva l’impiego di un gruppo operativo della Brigata Folgore in Lettonia e un gruppo operativo della Brigata Garibaldi in Germania”.


Manca però oltre un mese all’inizio dell’esercitazione e il virus sta dilagando ormai in tutta Europa (e negli USA), ragion per cui non si può escludere che Defender Europe subisca ulteriori modifiche o venga ridotto o annullata, annullando la partenza del grosso delle forze statunitensi.

“Stiamo certamente monitorando e seguendo la situazione molto attentamente perché potrebbe avere conseguenze anche per la Nato”, ha spiegato il 4 inizio marzo il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg (a sinistra nella foto qui sopra), precisando che non era prevista “nessuna cancellazione delle esercitazioni, che verrà valutata man mano che la situazione evolve”. Da allora però l’epidemia è dilagata.

Foto: NATO, US Europe Command e Difesa.it

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