L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 marzo 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Gli Stati Uniti si sono fatti troppo nemici nel corso di decine e decine di anni, hanno portato violenze, distruzioni, morte, rapine, sanzioni pretestuose e immotivate. Il conto finale lo pagano tutti

Coronavirus: sotto attacco il Dipartimento della sanità USA. L’accaduto


17 Marzo 2020 - 12:44 

Nel pieno dell’emergenza coronavirus il Dipartimento della sanità USA ha subito un attacco hacker. L’accaduto


Il ministero della Sanità americano, lo “US Department of Health and Human Service” è stato preso di mira in un attacco hacker notturno durante il fine settimana, proprio nel mezzo della crisi coronavirus, che ha già ucciso numerose persone.

Secondo quanto riferito in prima istanza da Bloomberg, l’attacco informatico si è verificato nella notte di domenica scorsa, quando i gestori dell’infrastruttura di rete dell’agenzia sanitaria americana hanno segnalato un picco anomalo nelle attività dei server.

Quasi in concomitanza, si è diffusa negli States anche una una campagna contro l’HHS che, attraverso messaggi di testo alla popolazione, ha riportato l’intenzione del dipartimento di istituire la quarantena nazionale e il coprifuoco con le forze armate, per contrastare l’emergenza coronavirus. Notizia prontamente smentita dalle autorità competenti.
Coronavirus e attacchi hacker: interviene il Consiglio di sicurezza nazionale

Per placare la diffusione di tali messaggi, il Consiglio di sicurezza nazionale USA è intervenuto su Twitter rammentando che:

“saranno i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie a pubblicare le ultime linee guida relative al Coronavirus.”

Lunedì, l’HHS ha poi confermato l’effettiva violazione dei suoi sistemi di sicurezza informatica, garantendo però che questi ultimi non sono stati compromessi dall’attacco hacker e che nessun dato è stato sottratto durante l’operazione.

L’HHS ha, inoltre, assicurato la messa a punto delle prime misure di protezione, nel caso in cui si verificasse un altro tentativo di hacking durante gli sforzi di risposta all’emergenza COVID-19.

Anche se l’intrusione informatica non ha avuto alcun effetto significativo sui sistemi e gli hacker non sono stati in grado di recuperare le informazioni, secondo la reporter di Bloomberg che ha twittato la notizia lunedì, Jennifer Jacobs: “l’attacco sembra essere stato pensato proprio per rallentare i sistemi dell’agenzia.”

Il dubbio è che sia coinvolto un attore straniero ostile, intenzionato a spiare gli obiettivi americani relativi alla pandemia, hanno detto i funzionari dell’HHS a Bloomberg, ma non ci sono prove accertate di chi sia il responsabile.

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