L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 marzo 2020

Euroimbecilandia avanti in ordine sparso e gli euroimbecilli italiani di tutte le razze ancora lì a farci la lezione

Anche sui dividendi bancari la Germania fa per conto suo

Nonostante la Bce venerdì abbia invitato gli istituti europei a congelare la cedola fino a ottobre, Landesbanken e Sparkassen si fanno scudo con la Bundesbank per ripagare gli azionisti. E Ubs segue la stessa strada in Svizzera. Mentre HypoVereinsbank pagherà a Unicredit un dividendo di 3,29 mld di euro

di Elena Dal Maso 30/03/2020 11:05

Anche sui dividendi bancari la Germania fa per conto suo


Piazza Affari e i listini europei oggi sono molto volatili anche sotto il peso dei mancati dividendi da parte delle banche. L'Italia ha risposto subito all'appello di venerdì della Bce che ha chiesto di congelare le cedole fino a ottobre e così anche il riacquisto di azioni proprie. Intesa Sanpaolo ha accolto la proposta, che discuterà domani in cda, mentre il board di Unicredit, così come Banca Generali e Banca Mediolanum, hanno proposto il congelamento pro tempore. In particolare il gruppo guidato dal ceo Jean Pierre Mustier ha sospeso per ora anche il buyback e l'annullamento di azioni, con un beneficio sul Cet 1 di 37 punti base.

Ma in Europa non tutti gli istituti di credito si stanno comportando allo stesso modo. Oggi Ubs ha comunicato che intende staccare la cedola, anche se una settimana fa l'autorità svizzera dei mercati finanziari, Finma, ha invitato a cautela nei confronti dei dividendi a causa degli effetti depressivi sull'economia mondiale del coronavirus. Il ceo di Finma, Mark Branson, ha parlato di proposta e non di obbligo.

E anche la Germania sta facendo resistenza all'invito della Bce, dopo essersi espressa nei giorni scorsi in maniera molto scettica sui coronabond, le obbligazioni europee a sostegno delle economie colpite dal virus. Infatti oggi il dibattito si concentra su due temi: il primo è che i tedeschi leggono l'invito di Francoforte come un non si dovrebbe staccare cedola nei confronti degli investitori esterni, invece è legittimo staccare cedola a livello infragruppo. Il secondo riguarda l'azionista di controllo pubblico (per esempio il Land) che ha diritto a ricevere la cedola dalla partecipazione in una Landesbank e anche in una Sparkasse. Quanto ai due maggiori istituti privati, Deutsche Bank e Commerzbank, già la situazione precedente allo sviluppo della pandemia era di difficile ristrutturazione, quindi non è un tema che li dovrebbe riguardare.

Joachim Wuermeling, membro del consiglio della Bundesbank, ha spiegato ad Handelsblatt che "con questa raccomandazione vogliamo evitare che nell'attuale situazione incerta, capitale tanto necessario per le banche possa successivamente fuoriuscire dal sistema". Tuttavia, ha poi aggiunto il membro del board della Buba, "questo non è il caso dei pagamenti tra società controllanti e controllate all'interno di gruppi bancari. Ed è il motivo per cui la raccomandazione non si estende a tali transazioni". Secondo i tedeschi, di conseguenza, HypoVereinsbank con sede a Monaco di Baviera può quindi pagare alla holding Unicredit con sede a Milano un dividendo di 3,29 miliardi di euro, come previsto. Un fatto emerso di recente e riportato nelle scorse ore da diversi giornali in Germania.
 

Questo ragionamento vale anche per il sistema delle banche locali, perché il pagamento del dividendo rimane "all'interno del gruppo finanziario delle casse di risparmio o delle cooperative" e quindi nel sistema finanziario. "Questo è il motivo per cui non ritengo che le cedole saranno eliminate all'interno dei gruppi", ha aggiunto Wuermeling. DZ Bank, il distributore dei fondi Deka, controllata da Volksbank e da Raiffeisenbank, oltre alle singole Landesbanken, saranno quindi probabilmente in grado di pagare dividendi ai loro rispettivi azionisti, dopo una valutazione caso per caso. Lo stesso vale per le casse di risparmio, cui Deka appartiene.

Le casse di risparmio detengono il 25% di BayernLB e oltre l'80 percento di Helaba (si trova nella Germania centrale). Quest'ultima prevede di distribuire 90 milioni di euro ai suoi azionisti per l'esercizio 2019. "Ciò corrisponde a un payout inferiore al 20 percento", ha spiegato la scorsa settimana l'amministratore delegato Herbert Hans Grüntker. "Abbiamo un approccio cauto nei confronti delle nostre risorse di capitale". DZ Bank prevede di pagare dividendi per un totale di 322 milioni di euro, ovvero con un payout del 17% circa.

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