L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 marzo 2020

Gli investimenti che dovevano servire per combattere la disoccupazione, eliminare il precariato, aumentare i redditi medio bassi, non si sono mai fatti ora che c'è da salvare il capitale con l'acqua alla gola, lo stregone maledetto invoca gli investimenti pubblici evocando il ricordo delle sofferenze degli anni '20 del secolo scorso

Coronavirus, interviene Mario Draghi: bisogna aumentare il debito pubblico, ma non solo

26 Marzo 2020 - 07:57 

Mario Draghi sul coronavirus: la ricetta dell’ex presidente BCE per affrontare l’emergenza


Anche Mario Draghi sul coronavirus.

Le sue dichiarazioni sono emerse in un lungo editoriale pubblicato sul Financial Times, nel quale l’ex presidente BCE ha fornito la sua personale ricetta per affrontare al meglio la crisi ormai globale.

Il coronavirus, ha dichiarato Draghi, potrà essere combattuto soltanto con uno sforzo coordinato tra Paesi europei e, si noti, con un aumento del debito pubblico degli stessi.

Mario Draghi sul coronavirus: cosa ha detto

Come era ovvio che fosse, anche Mario Draghi ha parlato di coronavirus ammettendo la portata e le imponenti conseguenze della pandemia mondiale. A detta dell’ex BCE, il rischio sarà il passaggio da una fase di recessione a una fase di profonda e prolungata depressione.

Da qui la necessità di agire in maniera tempestiva, ma soprattutto vigorosa. Come? Ad esempio aprendo le porte a un significativo aumento del debito pubblico.

Dovranno essere i singoli governi, a detta dell’ex presidente, a farsi carico sia parzialmente che totalmente delle perdite causate dalla pandemia sul settore privato.

“Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie che sarà accompagnata da una cancellazione del debito privato.” (fin'ora il debito privato è sempre stato assorbito dal debito pubblico, e questo l'ha remunerato lautamente fin dal 1981, quando i traditori Ciampi e Andreatta separarono la Banca d'Italia e il ministero del Tesoro)

La ricetta anti-coronavirus di Mario Draghi ha parlato chiaro: in questo momento, non bisognerà solo limitarsi a offrire soluzioni (redditi di base) a chi ha perso il lavoro ma bisognerà lottare proprio per evitare questo scenario. Un’inazione in tal senso potrebbe portarci a convivere d’ora in avanti con livelli occupazionali più bassi di come li conosciamo.

La pandemia, si legge ancora sulle pagine del FT, dovrà essere affrontata come una guerra.

“Lo shock che ci troviamo ad affrontare non è ciclico. La perdita di reddito non è colpa di chi la soffre. Il costo dell’esitazione potrebbe essere irreversibile. La memoria delle sofferenze degli europei negli anni 1920 sono un ammonimento”.

La soluzione per affrontare il coronavirus dunque? Per Mario Draghi un significativo aumento del debito pubblico.

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