L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2020

I soldi ci sono, l'euroimbecillità della Bce è manifesta e gravida delle sue cattive politiche al servizio della finanza e non dei popoli

BCE, quindi si può? Pronti 3mila miliardi per famiglie e imprese

15 Marzo 2020 - 13:00 

Dietrofront della BCE: il membro del Comitato esecutivo Fabio Panetta smentisce Lagarde e parla di 3mila miliardi di liquidità alle banche


La BCE non interverrà, anzi sì. Nel giro di pochi giorni si è detto tutto e il suo contrario su cosa può o non può fare la Banca Centrale Europea in aiuto dei Paesi colpiti dall’emergenza coronavirus. Dopo le parole della criticatissima presidente Christine Lagarde arrivano quelle del membro del board esecutivo Fabio Panetta, il quale ha rivelato che la BCE ha già pronti 3mila miliardi di euro per proteggere famiglie e imprese

BCE, Lagarde smentita

Giovedì scorso ha scatenato il panico fra le Borse il parere della presidente Christine Lagarde, secondo cui “la BCE non è qui per ridurre gli spread”. Un’intenzione espressa forse con troppa leggerezza o comunque in autonomia, dato che il Comitato esecutivo della BCE, di cui fa parte Fabio Panetta intervistato oggi dal Corriere, sembra voler andare in altra direzione.

Per l’ex direttore generale di Banca d’Italia, infatti, la BCE agirà e agirà presto. La convinzione espressa da Panetta, maturata in tanti anni di esperienza, è che le difficoltà si superano “lavorando assieme e attuando politiche che si [rafforzano] a vicenda”.

Una posizione già anticipata da Philip Lane, capo economista della BCE, il quale pochi giorni fa aveva già fatto un primo passo indietro.

Ma allora come spiegare le parole di Lagarde, che avevano suscitato persino l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Panetta sminuisce parlando “singoli episodi che possono verificarsi in momenti concitati, di grande lavoro e di forte tensione”. La BCE e le banche nazionali, infatti, “hanno deciso di intervenire con forza e di applicare tutta la flessibilità necessaria”.

A proposito delle misure appena adottate da Francoforte, Panetta afferma che la politica monetaria sostiene le famiglie e le imprese “mantenendo i tassi d’interesse eccezionalmente bassi, addirittura negativi, e mettendo le banche in condizioni di continuare a finanziare l’economia”.

Adesso le banche possono ottenere “prestiti dalla BCE per 3.000 miliardi di euro alle condizioni più favorevoli mai registrate”. Tanta liquidità, però, arriva a certe condizioni. Spetta ai governi e alle banche nazionali, infatti, d’individuare “con rapidità e decisione misure a sostegno del sistema sanitario, dell’occupazione, dei redditi delle famiglie”.

Solo i singoli Stati, infatti, possono intervenire sul proprio territorio in maniera selettiva in favore delle aree e dei settori economici più colpiti. La BCE si aspetta che gli aiuti arriveranno soprattutto alle Pmi, “che svolgono un ruolo chiave nel sistema produttivo italiano”. Su questo vigilerà la stessa BCE, coadiuvata da Banca d’Italia.

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