L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 marzo 2020

La Bce non è prestatore di ultima istanza questo denota che è una delle architravi per portare avanti il Progetto Criminale dell'Euro che ha anche lo scopo di distruggere l'Italia, papparsi i risparmi degli italiani. Fuori dall'Euro e da Euroimbecilandia è ora

Paul De Grauwe rompe il tabù: "La BCE deve acquistare titoli di Stato sui mercati primari"


di Thomas Fazi

Fino a ieri eravamo in pochi a dirlo e venivamo presi per pazzi. Adesso come per magia ne parlano tutti.

Ecco Paul De Grauwe, uno dei principali economisti europei e presidente della cattedra John Paulson di politica economica europea alla London School of Economics*:

«La BCE deve acquistare titoli di Stato sui mercati primari, emettendo denaro per finanziare i deficit di bilancio degli Stati membri durante la crisi. L'aspetto positivo di tale approccio è che risparmia ai governi nazionali di dover emettere nuovo debito. Poiché tutti i nuovi debiti sarebbero monetizzati, infatti, i deficit non aumenterebbe i rapporti debito/PIL. In questo modo i paesi non dovranno preoccuparsi di un'eventuale ritorsione da parte dei mercati. Si potrebbe obiettare che il finanziamento monetario produrrebbe inflazione. Tuttavia, nelle circostanze attuali, questo rischio non esiste».


Ovviamente è improbabile, per i motivi che sappiamo, che la BCE adotti una soluzione di questo tipo, a dimostrazione della necessità di recuperare al più presto gli strumenti di politica economica di cui ci siamo follemente privati, a partire dalla sovranità monetaria.

Ma il punto è un altro. L'avete capito adesso che vi hanno preso sonoramente in giro in questi anni? Che tutti i sacrifici imposti a milioni di persone - in nome della riduzione del deficit e del debito, dello spread, della necessità di rassicurare i mercati - sono stati perfettamente inutili?

Questo è il momento di piangere le vittime del COVID-19. Quanto tutto questo sarà finito, però, sarà il tempo di piangere le vittime dell'austerità. Di lottare contro chi farà di tutto per tornare allo status quo ex ante. E di unirci sotto un unico slogan: "Non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema".

p.s. un abbraccio a Luigi Marattin.

[*https://www.project-syndicate.org/…/ecb-needs-to-embrace-co…]

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