L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 marzo 2020

La borgatara romana deve fare quel passettino in più altrimenti rimane impantanata nella melma dell'euroimbecillità. Primo Euroimbecilandia non ora ma dalla sua nascita è strutturalmente votata a distruggere i diritti sociali, due solo uscendo dall'Euro riusciremo a gestire l'economia italiana senza le pastoie che ci hanno condizionato fino ad oggi

Coronavirus: Giorgia Meloni è in guerra. Contro l’Europa


25 Marzo 2020 - 22:29 

Giorgia Meloni ha parlato alla Camera dei Deputati dopo l’informativa di Conte sul coronavirus. Il suo intervento è stato molto duro contro un unico nemico: l’Unione Europea. Ecco perché.


Giorgia Meloni ha parlato alla Camera dei Deputati dopo l’informativa di Conte sul coronavirus. La leader di Fratelli d’Italia non ha fatto sconti al Governo e al Presidente del Consiglio, pur riconoscendo alcuni passi in avanti fatti.

In primis, quello di parlare in Parlamento, una battaglia, questa, da tempo portata avanti dalla deputata romana, che spesso si è rivolta in modo molto critico contro l’uso di decreti legge e del Consiglio dei Ministri senza condivisione. E, soprattutto, privando la democrazia di dibattiti in Aula.

La voce più polemica, però, si è alzata nei confronti di un altro nemico della Meloni: l’Unione Europea e la Germania. L’invettiva è stata dura, a conferma di un rapporto conflittuale tra la leader di Fratelli d’Italia e le istituzioni comunitarie. Soprattutto ora con la crisi del coronavirus.

Giorgia Meloni: nella crisi coronavirus l’Europa nemica dell’Italia

La deputata di Fratelli d’Italia non ha avuto parole proprio accoglienti nei confronti del Governo e del Presidente del Consiglio. D’altronde, la sua lotta contro i metodi di comunicazione e di azione di Conte è piuttosto nota.

In più, Giorgia Meloni ha lanciato critiche sul decreto Cura Italia, assolutamente inadeguato per risollevare l’economia italiana.

La vera invettiva, però, è stata lanciata proprio alla fine dell’intervento, quando la deputata ha voluto sottolineare l’atteggiamento dell’Unione Europea durante l’emergenza coronavirus.

Oggi l’Europa decide se davvero vuole esistere oppure no, ma le risposte date finora sono state poco confortanti secondo la Meloni. Le istituzioni comunitarie, infatti, hanno agito sempre contro gli interessi nazionali.

La leader di Fratelli d’Italia ha ricordato l’atteggiamento nocivo della Banca Centrale Europea, che con la “gaffe” della Lagarde ha fatto perdere al nostro Paese “17 punti sulla Borsa in poche ore”; la richiesta di garanzie virus free per le nostre merci; la titubanza nell’ offrire aiuti economici, poi elargiti quando l’epidemia è arrivata anche in altri Stati membri e il tentativo di votare il MES in piena crisi coronavirus.

Tutti fatti che provano, secondo Giorgia Meloni, quanto l’Unione Europea sia inadeguata così com’è. La sua battaglia, quindi, continua.
Perché Giorgia Meloni se la prende con la Germania

Nel suo discorso alla Camera, la deputata ha ribadito anche la sua avversità all’atteggiamento politico della Germania. Uno Stato spesso criticato dalla Meloni, soprattutto per il ruolo svolto in Europa.

La nazione tedesca, in piena emergenza coronavirus, ha di nuovo dato prova di una linea politica contro l’Italia secondo la leader politica di destra. Infatti, Berlino ha negato l’esportazione di articoli sanitari necessari quando la nostra nazione si trovava in piena urgenza per il virus e, soprattutto, ha detto no alla richiesta italiana di usare il MES senza condizioni.

Giorgia Meloni ha esordito il suo intervento dicendo di essere in guerra contro il coronavirus. I suoi veri nemici, però, sembrano altri: Unione Europea e Germania.

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