L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2020

Negli Stati Uniti vige il fai da te nella battaglia alla polmonite virale. Niente sarà come prima

Coronavirus, Heidi Klum dagli Stati Uniti: «Ho l'influenza, ma non mi fanno fare il test»

La supermodella ha iniziato a sentirsi male a Los Angeles, prima delle riprese di America’s Got Talent: febbre, tosse e naso chiuso. «Ho chiesto a due medici il tampone, ma in giro non se ne trovano», sbotta dal suo letto. «Mi raccomando state a casa»

Il 10 marzo, Heidi Klum passeggiava tranquilla per le vie di Los Angeles. Era lì, come testimoniano le foto, per girare alcune puntate di America’s Got Talent, il celebre show statunitense nel quale ricopre il ruolo di giudice. Poco prima delle riprese, però, la supermodella ha cominciato a sentirsi male, si è rintanata sotto le coperte e – inizialmente – sembrava si trattasse di intossicazione alimentare.

Poche ore dopo, però, attraverso una story Instagram (ripresa e commentata in seguito anche da ET Canada), Heidi ha raccontato la sua verità: «Ho i brividi, un po’ di febbre, la tosse e il naso chiuso», sono le parole della star di origini tedesche. «Non sto bene, vorrei che fosse solo un’influenza passeggera ma non posso esserne sicura. Ho chiesto a due medici di fare il test per il coronavirus, ma qui non ce ne sono più. Sono quasi impossibili da trovare».

Le parole di Heidi certo non rassicurano il popolo americano, che nelle ultime ore sta vivendo con apprensione l’arrivo della pandemia. Il presidente Donald Trump ha dichiarato «l’emergenza nazionale», mettendo sul piatto 50 miliardi di dollari per organizzare progetti sanitari ad hoc e annunciando l’arrivo di 500mila test. «Io sono rimasta a casa, così non rischio di infettare altre persone. Fatelo anche voi».

Il consiglio della top model è sacrosanto, ma – come ormai il mondo ha imparato – l’aspetto più spaventoso di questo virus è che si trasmette con grande facilità e tante persone lo portano dentro pur non presentando sintomatologie. Quindi – seppur lo show stia proseguendo senza pubblico – un protocollo stringente prevederebbe delle analisi su tutte le persone che di recente sono state a contatto con Heidi.

Trump ha promesso una svolta nella battaglia al virus. Gli americani – Klum compresa – aspettano le direttive.

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