L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 23 marzo 2020

NoTav - “Con la chiusura del Bianco abbiamo provato ad inserire sulla linea ferroviaria 50 treni merci in più al giorno e siamo riusciti a riempirne solo due. Sono stati ridotti i costi del 25 per cento e neanche questa operazione è servita a trasferire del traffico sul ferro. La linea ferroviaria non è al collasso, anzi è vero il contrario. Costruire una nuova linea comporta costi enormi valutabili sui 60 miliardi al chilometro”

Storia dei NoTav del 1999: Antonio Ferrentino presidente comincia ad organizzare l’opposizione

di MARIO BONTOSI CAVARGNA

Long DescriptionAntonio Ferrentino

POSTED BY: REDAZIONE 22 MARZO 2020

VALSUSA – Storia del Movimento NoTav del 1999: a marzo c’è l’incontro in valle con il ministro dell’ambiente Edo Ronchi (Verdi arcobaleno). Un’affollatissima assemblea di cittadini ed amministratori tenuta a Bussoleno. Ronchi dice che l’ammodernamento della linea attuale è l’unico progetto esistente. Che i lavori possono partire subito perché i fondi sono già stati stanziati.

Traforo Monte Bianco

IL BIANCO

Le notizie contrarie alla Torino Lione finiscono improvvisamente qui. Il 24 marzo si sviluppa un incendio nel traforo autostradale del Monte Bianco e vi perdono la vita 39 persone. Era un incidente per molti versi prevedibile perché il tunnel è sottoposto ad un traffico di mezzi non sufficientemente controllati. La tragedia costituisce un formidabile alibi per una strumentalizzazione sull’intero trasporto merci che riporta a galla la super linea ferroviaria.

Edo Ronchi

INCIDENTE AL BIANCO

Enzo Ghigo scrive al presidente del Consiglio D’Alema che “è vitale l’Alta Velocità”. Altri dieci giorni e si riunisce a Torino la sessione straordinaria di una conferenza transfrontaliera di Province e Regioni. Prendendo spunto dall’incidente, ribadisce la precedenza della linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino Lione come “unica risposta adeguata” alla emergenza attuale. In uno stretto giro di tempo, all’Unione Industriale di Torino si incontrano i presidenti della Regione, della Provincia e del comune di Torino. Viene lanciano un appello al governo perché “dia la priorità assoluta alla Torino Lione”.

IL PROGETTO

Il progetto della Torino Lione riprende quota ed il vertice di Nimes prevede il quadruplicamento del traffico merci. Al consueto appuntamento annuale, i ministri italiano e francese decidono che si deve realizzare “il più rapidamente possibile” la Torino Lione. Chiedono alla Commissione intergovernativa di completare gli studi triennali. Iniziati nel 1998, in modo che possano essere disponibili per i ministri che dovranno prendere la decisione definitiva per il prossimo vertice del 2000. In brevissimo tempo il Comitato promotore si trova di nuovo in sella al progetto miliardario. Qualche problema lo dà ancora la divergenza tra Alpetunnel e la Provincia di Torino sul percorso in destra od in sinistra di Dora. Alpetunnel riuscirà ad escludere il progetto concorrente. Come conseguenza del blocco del traforo autostradale del Monte Bianco la maggior parte del traffico stradale si riversa su quello del Frejus.

Claudio Demmatè

FERRENTINO PRESIDENTE

Quindi a novembre, la Comunità Montana cambia presidente ma non cambia la linea ed il nuovo presidente, Antonio Ferrentino. Convoca a Bussoleno i sindaci, i parlamentari, gli ambientalisti, la Coldiretti, i sindacati amici, per rilanciare l’opposizione. Alla Unione Industriale si svolge un convegno della Regione che riunisce i parlamentari e le due grandi banche di Torino per un confronto con il presidente delle Ferrovie Claudio Demattè. Dice. “Con la chiusura del Bianco abbiamo provato ad inserire sulla linea ferroviaria 50 treni merci in più al giorno e siamo riusciti a riempirne solo due. Sono stati ridotti i costi del 25 per cento e neanche questa operazione è servita a trasferire del traffico sul ferro. La linea ferroviaria non è al collasso, anzi è vero il contrario. Costruire una nuova linea comporta costi enormi valutabili sui 60 miliardi al chilometro”.

IL LIBRO

Il testo sulla storia del Movimento NoTav è preso dal libro di Mario Cavargna Bontosi che ha gentilmente concesso la pubblicazione. Movimento NoTav. Cronaca di una battaglia ambientale lunga oltre 25 anni. Vol. 1 Storia NoTav: 1990-2008. Edizioni Intra Moenia.

Libro NoTav


Nessun commento:

Posta un commento