L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2020

NoTav - è nella logica che qualsiasi azione che venga fatta per portare avanti un'opera inutile costosa e dannosa venga posta sotto una lente d'ingrandimento ed è altrettanto logico che usciranno magagne su magagne

Tav, ambientalisti denunciati a Torrazza per aver chiesto trasparenza

Denuncia per procurato allarme per sei attivisti nel Comune della provincia di Torino. Chiedevano chiarimenti al sindaco sul progetto di un sito di stoccaggio dello smarino proveniente dalle opere di realizzazione della Tav in Valsusa

-14/03/2020


Continua a far discutere il caso del gruppo di ambientalisti denunciati nel Comune di Torrazza, situato nella Città metropolitana di Torino, per aver chiesto chiarimenti al sindaco su un progetto che prevede un sito di stoccaggio dello smarino proveniente dalle opere di realizzazione della Tav in Valsusa. Per aver distribuito dei volanti attraverso cui annunciavano un’assemblea pubblica per chiedere trasparenza al primo cittadino, sei attivisti si sono visti recapitare una denuncia per procurato allarme.

Una misura eccessiva considerato che in quei volantini altro non veniva rivendicato se non il diritto dei cittadini a essere informati sui dettagli del progetto, sul tipo di materiale che sarebbe potuto arrivare nel sito data la presenza di filoni amiantiferi nelle montagne valsusine, sul perché si è deciso di puntare su un intervento così invasivo in un territorio che, nell’arco di pochi chilometri, già ospita depositi di scorie nucleari e altre discariche di rifiuti, anche speciali.

“È paradossale. Sembra che certi argomenti non si possano toccare – dice Giorgio Prino Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – Appena si parla di Tav e indotto scattano meccanismi repressivi che non hanno ragion d’essere. I cittadini (fra cui un nostro associato) hanno chiesto chiarezza ed hanno rimediato una denuncia. Siamo e saremo al fianco dei nostri Circoli locali nel chiedere trasparenza. Sottolineiamo come sui progetti pubblici, e a maggior ragione su quelli che impattano su ambiente e che potrebbero impattare sulla salute umana, la chiarezza debba essere sempre totale”.

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