L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 marzo 2020

oplà basta non vederli e i contaggiati dalla polmonite virale non esistono, questi sono gli Stati Uniti

Coronavirus: negli Stati Uniti molti più malati rispetto ai dati ufficiali

I ricercatori di Cedars-Sinai hanno spiegato di avere scelto metodi "molto conservativi" per stimare il numero di casi di Coronavirus

A cura di Filomena Fotia 10 Marzo 2020 13:27

Secondo un nuovo studio realizzato da un gruppo di ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center, presentata a MedRxiv, il server pre-print della ricerca in ambito medico, negli Stati Uniti, al 1° marzo, tra 1.043 e 9.484 persone potrebbero essere già state infettate dal Coronavirus COVID-19, molto più di quanto riportato pubblicamente. Il dato “suggerisce che la finestra di opportunita’ per contenere l’epidemia di COVID-19 nella sua fase iniziale si sta chiudendo“, hanno spiegato i ricercatori nel loro articolo. Il numero di possibili pazienti infetti e’ piu’ alta rispetto al numero di casi confermati e presunti negli USA, segnalati dai Centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), che si sono attestati a 164 del 7 marzo scorso.
I ricercatori di Cedars-Sinai hanno spiegato di avere scelto metodi “molto conservativi” per stimare il numero di casi di Coronavirus. “Questo rende la nostra attuale stima probabilmente una sottovalutazione del numero reale di individui infetti negli Stati Uniti“, hanno precisato.
Per arrivare alle suddette conclusioni, i ricercatori hanno modellato solo i casi di Coronavirus COVID-19 “importati” direttamente negli Stati Uniti dall’area di Wuhan, in Cina, prima del 23 gennaio, quando il governo cinese ha bloccato la città: è stato così stimato che il numero totale di persone negli Stati Uniti infettate dal Coronavirus dal 1 marzo fosse compreso tra 1.043 e 9.484. La prima cifra ipotizza che le attuali procedure preventive avevano ridotto del 25% la trasmissibilita’ in casi non identificati. La seconda cifra presupponeva che non fosse stata intrapresa alcuna procedura di intervento per ridurre la trasmissibilita’.

http://www.meteoweb.eu/2020/03/coronavirus-stati-uniti-molti-piu-malati-rispetto-dati-ufficiali/1402418/

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