L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 15 aprile 2020

E' iniziata la caccia all'untore, prime vittorie della Strategia della Paura e del Caos

Pubblicano vecchie foto delle vacanze: denunciati e multati

Forse un ''amico'' di Facebook ha fatto la spia e suggerito che avrebbero violato la quarantena.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-04-2020]

Se vi capita di frequentare i social network - e in questi tempi di quarantena è una cosa che capita a molti, e anche spesso - vi sarete imbattuti in amici e conoscenti che ripubblicano foto vecchie di mesi o anni ricordando "i bei tempi andati".

Sono spesso immagini che li ritraggono mentre si godono il sole sulla spiaggia, o ammirano l'alba da un rifugio di montagna, o passeggiano per il parco cittadino: tutte attività, insomma, che al momento non si possono fare.

«Che c'è di male?» ci si potrebbe chiedere. Niente, in linea di massima, a parte il rischio che capiti ciò che è capitato a una coppia australiana.

Jaz e Garry Mott, provando nostalgia per quel tempo in cui potevano uscire di casa e viaggiare, hanno ripubblicato su Facebook alcune foto della vacanza che lo scorso giugno hanno passato a Lakes Entrance, a un paio d'ore da casa.

Ebbene, pochi giorni dopo qualcuno ha bussato alla porta di casa (da cui non si sono mai mossi di recente, dato che anche lì vige l'isolamento): era la polizia, giunta per consegnare loro una multa di 3.304 dollari australiani (oltre 1.900 euro) per non aver rispettato le norme che restringono la libertà di movimento.

I Mott hanno quindi dovuto spiegare agli agenti che le foto risalivano a quasi un anno fa, e che certamente non avevano deciso di prendersi una vacanza proprio in questi giorni. Alla fine, i poliziotti hanno compreso la situazione e deciso di ritirare la multa.

«A volte si possono fare degli errori» ha dichiarato un portavoce della polizia a 7 News. «Ma è per questo che c'è un sistema di controllo per verificare che casi come questo siano identificati e corretti».

In tutto questo viene da chiedersi come la polizia sia venuta a conoscenza della pubblicazione delle fotografie: le autorità dello stato di Victoria hanno fatto sapere che non stanno assolutamente controllando i social network per cogliere in fallo i loro concittadini. Invece hanno «indagato sulle circostanze in cui si verificano potenziali violazioni individuali pubblicamente segnalate».

Verrebbe quindi da pensare che qualcuno abbia fatto la spia: forse qualche solerte vigilante da Pc (magari un "amico" di Facebook) ha creduto di aver beccato in castagna quella sconsiderata coppia di untori che pensava di poter impunemente violare la quarantena e andare a spargere il virus sulla spiaggia.

Su questo, la polizia non si sbilancia ma, considerato come vanno le cose nella parte "nostrana" di Facebook, l'ipotesi è tutt'altro che improbabile.

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