L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 aprile 2020

e se gli euroimbecilli di turno hanno qualche remora su quello che e come lo vuole la Germania ... Il circo mediatico invece di sprecarsi a creare fake news su come è bello stare in Euroimbecilandia spendessero il loro tempo nella disanima della realtà saremmo già ad un passo in avanti

SPILLO UE/ La trappola dei campioni nazionali europei svelata dalla Germania

Pubblicazione: 18.04.2020 - Paolo Annoni

In Germania si punta a creare un campione nazionale delle costruzioni navali. Una notizia che dovrebbe far riflettere molto in Italia

Lapresse

Ieri Reuters ci ha “avvisato” delle negoziazioni in corso in Germania per creare un campione nazionale nel settore delle costruzioni navali. ThyssenKrupp Marine Systems si fonderà con il suo concorrente tedesco German Naval Yards. Secondo un portavoce della società contattato da Reuters, lo scenario è “supportato politicamente”. Il consolidamento in questa fase di crisi sarebbe necessario per salvaguardare posti di lavoro e cantieri tedeschi.

Ovviamente il ragionamento non fa una piega e la Germania ha ogni interesse che il gruppo che ha appena consegnato un sommergibile militare all’Egitto passi questa crisi possibilmente rafforzato. Stiamo parlando dello stesso Stato che offre grandi opportunità strategiche all’Italia; peccato che tutte le volte che i nodi si stringano con un partner commerciale e strategico di sicuro interesse qualcosa vada storto, ma questo è un altro discorso.

Quello che importa nell’Italia e nell’Unione europea del 2020 lacerata da una crisi che ha lasciato cicatrici evidenti è se si debba cambiare prospettiva e se sì quanto e su quali cose. L’Austria che chiude il Brennero ai camion italiani mettendo in ginocchio imprese italiane non si comporta da partner, ma forse da concorrente per conto terzi; esattamente come accaduto per i blocchi alle esportazioni di materiale sanitario o per gli acquisti italiani improvvisamente bloccati nei magazzini di qualche Paese europeo; per non parlare di coronabond, Mes o spread. Insomma, sull’Europa bisognerebbe avere davvero uno sguardo disincantato.
Pubblicità

Non si tratta di sovranismo o di improvvide uscite dall’euro o di fiumi di debito che prima o poi presentano il conto, si tratta di maturare finalmente uno sguardo adulto, o non venduto, nei confronti dell’Europa. L’Europa non è il magico mondo che ci hanno venduto per anni convincendoci che ci fosse un afflato europeo nei nostri partner che giustamente hanno sempre e solo usato le istituzioni europee per i propri fini. L’Italia è un caso a parte per un’ideologia europea che non ha paragoni in Europa e per un diluvio di legion d’onore francesi che ha ancora meno corrispondenze.

Quello che intendiamo è che la logica del “campione nazionale europeo”, che già si capiva avere un po’ il fiato corto, oggi sembra decisamente sorpassata da eventi che hanno mostrato tutte le contraddizioni del progetto europeo. Nessuno sa come andrà a finire tra Corti costituzionali tedesche, interessi geopolitici confliggenti tra Cina e Stati Uniti e divaricazioni dei debiti pubblici e dei cali del Pil clamorose. Proprio per questo legare settori strategici a partner europei dovrebbe diventare una cosa su cui pensare 10, 100 e 1000 volte e forse persino da escludere in toto in certi campi.
Pubblicità

La sovranità italiana è evaporata, si è sublimata in istituzioni europee che non rispondono né al parlamento, né ai cittadini europei; la sovranità francese o tedesca, e perfino spagnola, è rimasta saldamente a casa. Come sempre la prima ripartenza è difendere quello che c’è; evitiamo per cortesia di scavarci una fossa ancora più profonda di quella in cui ci siamo cacciati. Parliamo ovviamente di Leonardo/Finmeccanica e di tutto il resto.

Nessun commento:

Posta un commento