L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 1 aprile 2020

Energia pulita - Per ripartire puntare decisamente sull'idrogeno verde e la sua produzione

Idrogeno rinnovabile: servono sussidi per renderlo competitivo

Marzo 31, 2020

Secondo un’analisi di Bloomberg, la diffusione e la competitività dell’idrogeno da fonti rinnovabili può migliorare grazie a politiche di investimento da parte dei singoli stati.

Credits: malp da 123rf.com

I governi devono sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile con 150 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni

(Rinnovabili.it) – Secondo una nuova analisi di Bloomberg New Energy Finance, il calo dei costi di produzione dell’idrogeno da energia rinnovabile potrebbe offrire una strada promettente per la riduzione delle emissioni. Tuttavia, per ottenere un netto miglioramento della tecnologia esistente, è indispensabile che i governi intervengano massicciamente attraverso una politica di sussidi e di investimenti sull’idrogeno rinnovabile.

Il cosiddetto idrogeno rinnovabile viene prodotto utilizzando elettricità generata da energia eolica o solare per alimentare l’elettrolisi dell’acqua. Attualmente, la tecnologia che permette questo tipo di produzione è finanziata prevalentemente dal settore privato (aziende). Ma, se i governi di tutto il mondo fornissero finanziamenti pari ad almeno 150 miliardi di dollari entro il prossimo decennio (circa la metà dell’importo speso per i cosiddetti sussidi fossili), ciò contribuirebbe a dimezzare il costo di produzione dell’idrogeno da fonti energetiche rinnovabili.

Infatti, secondo quanto si legge dal report di Bloomberg, dal titolo Hydrogen Economy Outlook, ad oggi l’utilizzo di idrogeno carbon-free è molto ridotto e i costi sono molto elevati, rallentando la diffusione della produzione, dello stoccaggio e delle infrastrutture di trasporto di idrogeno rinnovabile, che potrebbe aiutare le industrie nel processo di decarbonizzazione. “Ciò richiede un coordinamento politico tra i governi, strutture per gli investimenti privati ​​e l’implementazione di sussidi”, ha dichiarato a Reuters Kobad Bhavanagri, analista specializzato in decarbonizzazione industriale presso Bloomberg.

Negli utlimi 5 anni, il costo della tecnologia per produrre idrogeno da energia rinnovabile è già diminuito del 40% in Europa e Nord America, mentre i sistemi di fabbricazione cinese sono più economici dell’80% rispetto a quelli occidentali. Queste cifre hanno incoraggiato settori come quello dell’acciaio, dei veicoli pesanti, dei trasporti marittimi e del cemento a esplorare possibili strategie per sostituire l’uso di gas con l’idrogeno, al fine di ridurre le emissioni di carbonio nell’ambito degli obiettivi climatici.

Ma secondo Bloomberg, la convenienza dell’idrogeno rinnovabile potrebbe essere maggiore se gli stati fornissero sussidi: le previsioni indicano la possibilità di una riduzione del costo di produzione per kg di idrogeno da 2,53-4,57 dollari a 1,14-2,71 dollari entro il 2030. Nel 2050, il costo di produzione potrebbe persino scendere a 0,8-1,6 dollari al kg, immaginando che l’idrogeno rinnovabile possa diventare competitivo rispetto agli attuali prezzi del gas in Brasile, Cina, India, Germania e Scandinavia.

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