L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 aprile 2020

Guerra del petrolio ha una vittima illustre il fracking statunitense

Rapporto Cer - La geopolitica del petrolio


Come cambia, e come cambierà, il mercato mondiale dell’energia, durante la grande recessione che abbiamo davanti. A offrire interessanti chiavi di lettura è il rapporto del Cer – Centro Europa Ricerche analizza così lo scneario energetico globale, curato dall'analista di geopolitica e energetico Demostenes Floros, autore di "Guerra e Pace dell'energia" e noto ai lettori de l'AntiDiplomatico per un'intervista che ha riscosso molto successo recentemente. 

In sintesi, ecco gli elementi principali dell’analisi. Siamo dinanzi alla più grande riduzione della domanda di petrolio mai verificatasi, e l’accordo OPEC plus plus raggiunto il 12 aprile 2020 riduce la sovrapproduzione evitando che i prezzi crollino sotto i 10 $/b, ma non riporta il mercato in equilibrio. Nella seconda metà del 2020, la domanda di petrolio della Cina supererà il livello pre crisi.
Per un gigante che tornerà presto ad andare a gonfie vele, un altro vede scenari foschi davanti a se. I tagli Usa non sono vincolanti, ma il crollo del fracking allontana la leadership estrattiva di petrolio e gas, nonché il sogno dell’agognata indipendenza energetica.

Di contro l’Arabia Saudita non ripete gli errori del passato e si affida al proprio Fondo Sovrano, mentre la Federazione Russa fa leva sulla propria stabilità finanziaria e sulla flessibilità del rublo.

Il tutto, all’interno di un mercato dell’energia destinato a profondi cambiamenti: dalla proprietà privata si tenderà ad andare verso quella pubblica, ci saranno molte fusioni, e le compagnie statali e i Fondi Sovrani acquisteranno una centralità sempre maggiore.

Notizia del: 16/04/2020

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