L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 aprile 2020

I giornalisti i giornaloni le televisioni tutto il circo mediatico è avvisato basta fake news sul Mes che è e rimane una fregatura

Mes, l'economista Giulio Sapelli: "Zero condizioni? O sono ignoranti o mentono. È una fregatura"


17 aprile 2020

"Il Mes è una fregatura". Ne è convinto Giulio Sapelli che mette in guardia su chi afferma che al Meccanismo europeo di stabilità si può accedere senza condizioni. "Chi lo dice - liquida il professore - o è ignorante o sta mentendo". L'economista, intervistato dall'editore Davide Cantagalli, non nasconde una certa preoccupazione: "Si tratta di un trattato tra Stati che ha lo stesso regolamento di una banca d'affari, per cui i suoi membri, anche i ministri dell'Economia, hanno immunità giuridica e - prosegue -, soprattutto sono tenuti alla segretezza sulle decisioni interne, e non possono riferire ai parlamenti i contenuti di quelle decisioni. Lo ammise anche Giovanni Tria, indotto in un'intervista".

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