L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 aprile 2020

I mercenari tagliagola terroristi vengono spostati dalla Turchia dalla Siria a Tripoli in Libia

Jihadisti stranieri lasciano la Siria… per combattere in Libia?

18 aprile 2020 


L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), ong con sede a Londra vicina ai ribelli moderati siriani, ha segnalato negli ultimi giorni il passaggio dalla Siria alla Turchia di centinaia di combattenti non siriani operativi nelle milizie jihadiste a Idlib: tra questi vi sarebbero anche molti cinesi provenienti dalla regione cinese dello Xinjang (o Turkestan).

L’attraversamento del confine tra i due paesi si registra nei pressi della cittadina siriana di Azmarin, a metà strada tra Idlib Antiochia, tra la provincia siriana di Idlib e quella turca di Hatay, dove vengono da tempo segnalati campi di addestramento per i miliziani siriani arruolati da Ankara per combattere in Libia al fianco delle forze del Governo di accordo nazionale (GNA) di Tripoli.


Queste attività, afferma l’Ondus, avvengono sotto gli occhi dei servizi di sicurezza di Ankara, delle guardie di frontiera turche, dei miliziani siriani dell’Hayat Tahrir al-Sham (ex Fronte al-Nusra), coalizione di milizie qaediste che hanno combattuto per anni il governo di Damasco e ora presidiano solo il nord della provincia di Idlib.

Secondo fonti siriane, la Turchia ha nel corso degli anni incoraggiato l’afflusso di miliziani uiguri del Sinkiang cinese appartenenti all’etnia uighura molti dei quali hanno militato anche sotto le bandiere dello Stato Islamico (nella foto sopra)


Non si può escludere che l’ingresso di questi miliziani in Turchia possa anticipare il loro trasferimento in Libia dove sono già operativi al fianco del GNA miliziani siriani appartenenti alle brigate di ribelli anti-Assad turcomanne, qaediste e della Fratellanza Musulmana.

Difficile del resto ritenere che Ankara intenda rimpatriarli nei paesi d’origine (dove verrebbero trattati come terroristi) o farli restare a lungo sul suo territorio nazionale.

Nei giorni scorsi altri 300 mercenari siriani sono stati inviati in Libia con un volo dalla Turchia: su 5.050 uomini già schierati in Libia e in parte impiegati nelle offensive a Sabratha e Tarhouna almeno 10 sarebbero rimasti uccisi e un numero molto più elevato feriti.

Da quando a inizio marzo è entrata in vigore la tregua a Idlib, sempre secondo l’Ondus, sono entrati nel nord della provincia di Idlib nuovi rinforzi turchi con mezzi corazzati e artiglieria (nella foto sopra) portando il totale delle forze di Ankara schierate nel nord ovest della Siria a oltre 3mila militari.

Foto Ondus e Levant News

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