L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 22 aprile 2020

I 'ndranghetisti al di sopra delle leggi che valgono solo per quei milioni italiani fessi prigionieri in casa

22 aprile 2020
Altro che il caso don Lino... A Brescello
estremo saluto al parente del boss con
15 persone, di cui due positive al virus

A rendere noto il fatto è Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, assieme ai rappresentanti emiliani - su vari livelli - del Movimento 5 Stelle Sabrina Pignedoli, Maria Edera Spadoni e Stefania Ascari. Morra in particolare sottolinea come il funerale sia un simbolo per le mafie.


BRESCELLO – Se il caso di don Lino Viola, redarguito dalla Diocesi di Cremona e balzato alle cronache nazionali per la Messa celebrata con alcuni fedeli in chiesa nonostante i divieti, ha fatto scalpore a Gallignano, frazione di Soncino, che dire di quanto accaduto a Brescello nei giorni scorsi? Qui ad essere celebrato è stato un funerale, o meglio un estremo saluto con tumulazione, ossia quello di Paolo Pucci, 85 anni. Il nome non dirà granché, ma quello di un suo parente è invece una spia molto indicativa: Pucci era infatti suocero di Francesco Grande Aracri, fratello del boss Nicolino, nome di punta del processo Aemilia contro la ‘ndrangheta al nord.

Un ultimo saluto normale, rispettando le regole? No, non proprio, come riporta “La Gazzetta di Reggio”: è vero infatti che non è stato celebrato alcun funerale, ma durante la benedizione al cimitero i carabinieri hanno accertato la presenza di quindici famigliari, quando l’ordinanza a Brescello, comune che prima delle ultime elezioni era stato sciolto per rischio di condizionamento della criminalità organizzata, prevede che vi siano al massimo dieci persone, compresi gli uomini delle onoranze funebri e il sacerdote celebrante. A rendere noto il fatto è Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, assieme ai rappresentanti emiliani – su vari livelli – del Movimento 5 Stelle Sabrina Pignedoli, Maria Edera Spadoni e Stefania Ascari. Morra in particolare sottolinea come il funerale sia un simbolo per le mafie. “E a quell’estremo saluto erano presenti anche due parenti positivi al Coronavirus, che hanno dunque violato pure la quarantena”. Per loro, lo diciamo a titolo di cronaca, è scattata la denuncia per epidemia colposa da parte dei Carabinieri, che hanno inoltre sanzionato tutti gli altri presenti.

https://www.oglioponews.it/2020/04/22/altro-caso-don-lino-brescello-estremo-saluto-al-parente-del-boss-15-persone-cui-due-positive-al-virus/

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