L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 2 aprile 2020

immettere una valuta per il circuito nazionale in biglietti di Stato


Galloni all'Adnkronos: "Servono degli 'euro italiani', soldi nazionali paralleli all'Euro da emettere subito. Si tratta di una formula non contraria ai Trattati Ue. Servirebbero 170 miliardi"


Pubblicato il: 01/04/2020 16:44

Per uscire dalla crisi economica serve "la massiccia immissione da parte dello Stato di una moneta nazionale non a debito, parallela all'euro". Così all'Adnkronos l'economista Antonino Galloni, sulla strada per risollevare l'Italia dallo shock provocato dall'emergenza del Covid-19.

Civil servant di lungo corso, con incarichi al ministero del Lavoro (direttore generale), all'Inps e all'Inail, Galloni, che oggi presiede il Centro studi monetari, sottolinea che "se vogliamo uscire vivi da questa crisi - spiega - la strada da perseguire, non esclusiva comunque, è quella di immettere una valuta per il circuito nazionale in biglietti di Stato, stato-note e moneta elettronica, potremmo chiamarli 'euro-italiani', da affiancare all'euro, anche metallici, ma di taglio diverso per evitare confusione".

Una formula "non contraria ai Trattati Ue, in quanto non menzionata", che andrebbe destinata al circuito produttivo e tornerebbe nelle casse dello Stato sotto forma di tasse, con benefici per il deficit che calerebbe. Prima emissione? "Pre-crisi sarebbero bastati 50 miliardi, alla luce del nuovo scenario ne servirebbero, in base alle stime di calo del pil di Confindustria, 170 miliardi".

Sul fronte dell'economia reale e del sostegno ai lavoratori colpiti dalle restrizioni dei provvedimenti anti-contagio, Galloni pensa inoltre ad "un reddito universale collegato ad attività di utilità sociale: dalla sanità alla consegna a domicilio o attività per il bene pubblico". Una sorta di "mobilitazione sociale, sulla scia di questo ritrovato spiraglio di solidarietà legato alla crisi e a compensazione della mancanza di democrazia dovuta alle limitazioni fisiche imposte dalle scelte delle autorità".

Una misura, conclude Galloni, "da indirizzare innanzitutto a tutta quella forza lavoro che non tornerà in tempi brevi alla sua vecchi occupazione: penso al settore del turismo, dei servizi ricreativi, del tempo libero in generale e dello sport di gruppo in particolare, della ristorazione".

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