L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 18 aprile 2020

La Germania riparte ... si da sola ...

EUROPA SPACCATA

La Germania "domina" il Coronavirus e annuncia la ripartenza, indietro Spagna e Francia

17 Aprile 2020


La Germania è leader in Europa anche ai tempi del coronavirus e senza stressare più di tanto le terapie intensive di un sistema sanitario evidentemente ben attrezzato dichiara per prima che l’epidemia è sotto controllo e, forte di un tasso d’infezione sceso allo 0,7 per cento, si prepara alla ripartenza economica. Mentre la Spagna fa i conti con i suoi quasi 19.500 morti, in Gran Bretagna il numero dei decessi resta al livello dei picchi record per l’Europa con oltre 840 vittime nelle ultime 24 ore e la Francia 'compiè un mese esatto di lockdown in attesa della exit strategy promessa dal presidente Macron dopo l’11 maggio.

«Le misure fin qui adottate hanno avuto successo e l'esplosione del contagio è attualmente governabile», ha annunciato il ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, in conferenza stampa, 'confortatò da un tasso di infezione sceso a 0,7 per cento, vale a dire che ogni malato di Covid-19 contagia in media meno di una persona. I decessi sono poco più di 4.100, nulla rispetto ai dati spaventosi di Italia, Spagna, Francia e Regno Unito e Spahn snocciola i numeri record dei tamponi: 1,7 milioni fatti finora con una media di 350 mila a settimana che possono, al bisogno, arrivare a 700 mila. E se è ancora difficile reperire mascherine, da metà agosto la produzione sarà di 50 milioni a settimana mentre la Sassonia da lunedì sarà il primo Land tedesco a introdurne l’obbligo nei mezzi di trasporto pubblico e nei negozi. Intanto la Confindustria tedesca preme per una tabella di marcia che velocizzi la ripresa e il suo presidente Dieter Kempf ricorda che ogni settimana di prolungamento delle misure di contenimento è una sfida eccezionale per l’economia del Paese.

La ripartenza è invece ancora lontana per la Gran Bretagna. Il governo conservatore, annuncia il ministro delle Attività Produttive Alok Sharma, torna ad allargare i cordoni della borsa della spesa pubblica con l’estensione di almeno un mese del piano straordinario di sussidi statali per il pagamento di congedi retribuiti fino all’80% dello stipendio e a un tetto di 2500 sterline mensili a tutti i lavoratori costretti a casa dall’emergenza coronavirus che continua a seminare contagi e mietere vittime. Nelle ultime 24 ore i decessi negli ospedali, senza contare case di riposo e abitazioni private, sono oltre 840. I contagi diagnosticati superano quota 108 mila con una curva d’aumento attorno a 5.500. E il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, invoca mascherine protettive per chiunque esca di casa.

È sempre emergenza in Francia dove i decessi sono stati poco più di 760 nelle ultime 24 ore per un totale, dall’inizio dell’epidemia, di oltre 18.600. Per il secondo giorno consecutivo diminuiscono i ricoverati che sono ora quasi 31.200 ( 115 meno di ieri), ma nelle terapie intensive ci sono ancora 6.027 pazienti. Ed è allarme sulla portaerei nucleare Charles de Gaulle, ora nel porto di Tolone, e sul gruppo aeronavale che la accompagnava. I positivi al Covid-19 sono saliti ad oltre mille casi.

Anche il governo spagnolo prende tempo sul fronte dell’economia e la ministra del lavoro Yolanda Diaz avverte che per alcuni settori chiave, come il turismo, ci sarà poco da fare per tutto il 2020. Anche perché i dati sull'epidemia non sono rassicuranti: quasi 19.500 morti e più di 188 mila contagi che fanno della Spagna il secondo Paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, per casi di Covid-19. Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati oltre 580, qualche decina in più del giorno precedente, e i nuovi casi sono stati più di 5.200 a segnalare che la situazione è tutt'altro che stabile. «Credo sia impossibile che si possa tornare in campo questa estate», ha detto il direttore dell’ospedale da campo di Ifema, Antonio Zapatero, spalleggiato da un coro di colleghi. E se ci sono problemi per un ritorno al calcio giocato che di tutte le corsie preferenziali ha la migliore, i segnali non sono buoni.

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