L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 aprile 2020

La paura annichilisce e radicalizza estremizzando le posizioni, annulla il pensiero razionale e logico e fa prevalere l'irrazionale, sono le televisioni, il circo mediatico che manda messaggi che rafforzano e impongono la Strategia della Paura e del Caos poi il resto viene da sè ognuno si arma e va alla ricerca dell'untore...

Quelli che usano la tragedia di Bergamo per diffondere bufale no vax sul Coronavirus

Maurizio Blondet 26 Marzo 2020 

(Un tizio che m’insulta attribuendomi cose che non ho detto)
UNA VERGOGNA
L’ex giornalista Maurizio Blondet definisce «lugubre finzione cinematografica» le bare portate via dall’Esercito e correla i vaccini anti-meningite e anti-influenzali con l’attuale epidemia


…. l’ex giornalista avvia il suo ragionamento da un convincimento vergognoso e poco rispettoso nei confronti dei tanti bergamaschi che stanno soffrendo per la morte di un loro caro: i mezzi dell’Esercito che portano via da Bergamo (e in questi giorni anche da diversi Comuni dell’hinterland) non sono altro che una messa in scena studiata per spaventare la popolazione. «Si tratta di una lugubre finzione cinematografica di propaganda nera, ovviamente fatta apposta per spargere il terrore», scrive Blondet. Che però non ha la minima idea di cosa stia vivendo Bergamo e la Bergamasca in queste settimane. Afferma senza sapere, scrive senza conoscere. O meglio, “tagliando” dal suo racconto quelle informazioni che non si adagiano alla perfezione sulla narrazione che lui vuole dare della vicenda. E così non si parla delle immagini delle bare nelle chiese, dei forni crematori attivi 24 ore su 24, dei decessi in impennata rispetto agli anni passati e della drammatica crisi che stanno vivendo le pompe funebri.

….Andando più a fondo, si scopre che, in realtà, quello studio fa riferimento a un articolo pubblicato sul portale PubMed intitolato “Influenza Vaccination and Respiratory Virus Interference Among Department of Defense Personnel During the 2017-2018 Influenza Season”. Molti no vax lo citano, pochi lo hanno letto. Perché, se così fosse, saprebbero che nelle conclusioni si legge: «La ricezione della vaccinazione antinfluenzale non era associata all’interferenza virale tra la nostra popolazione. L’esame delle interferenze virali da parte di specifici virus respiratori ha mostrato risultati contrastanti». Insomma, non c’è alcuna prova. Zero.

(Fin qui il tizio)

Blondet: In realtà, lo studio scientifico, del DOD (Ministero Difesa USA) che ho riportato dice, nelle conclusioni:

“Vaccine derived virus interference was significantly associated with coronavirus and human metapneumovirus”

“L’interferenza col virus derivata da vaccino è stata trovata associata in modo significativo con il coronavirus e il metaopneumovirus umano”.

Ricordo che per interferenza virale si intende che “le persone vaccinate vedono aumentare il rischio di altri virus respiratori perché non hanno acquisito l’immunità genetica, non specifica, verso gli altri virus” ambientali nella stagione influenzale. Una tabella di questo studio conferma che chi ha avuto il vaccino anti-flu ha una Odd Ratio (probabilità, OR) di contrarre infezione da coronavirus di 1.36 (che significa 36 per cento di rischio in più) e il 51% in più di infettarsi con il metapneumavirus umano. Dunque un rapporto “significativo”. Ecco la tabella:


E’ il tizio che di quello studio legge quello che vuole. Ma ancor peggio quando mi attribuisce la

“insensata e priva di fondamenta scientifiche teoria che la diffusione del Coronavirus in Bergamasca sia stata “facilitata” dalla massiccia campagna di vaccinazioni contro la meningite avvenuta tra dicembre 2019 e gennaio di quest’anno”. E’ una menzogna, quella che mi attribuisce sapendo di mentire. Io ho parlato essenzialmente della vaccinazione anti-influenzale, praticata a tappeto su tutti gli anziani lombardi, a cui nella Bergamasca si è aggiunto il carico della vaccinazione anti-meningite. Le possibili “interferenze” dei troppo numerosi vaccini sull’equilibrio immunitario è ovviamente un tema che non va toccato, altrimenti si viene insultati dagli scientisti da quattro soldi. In questo caso, il tono inutilmente infamante dell’articolo rivela che sui motivi per cui a Bergamo è strage inspiegata in proporzioni enormi, e sulla lugubre messinscena delle salme portate via dai camion militari, si agitano grosse code di paglia.

Di errori ce ne sono stati, e c’è chi li ammette, essendo “ex”:

L’ex direttore sanitario dell’Asl di Bergamo spiega perché il virus è dilagato in Lombardia: «Commessi due errori»

Giuseppe Imbalzano: «Necessarie piccole équipe di medici e reparti isolati per malati Covid-19. Da abrogare l’articolo che consente ai sanitari positivi ma asintomatici di lavorare e fare i tamponi negli ospedali. Così l’infezione sarà gestibile in quaranta giorni»

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