L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 14 aprile 2020

Le fake news create da Fazio non fanno più presa

Lunedì, 13 aprile 2020 - 12:55:00
Ascolti tv, Fabio Fazio non “resuscita” nemmeno a Pasqua

“Che tempo che fa” non va oltre il 10% di share. Testa a testa con lo show comico di Italia1Di Francesco Fredella


Non vince. Neppure nella domenica di Pasqua quando tutti gli italiani sono a casa in quarantena. Non vince neppure durante l'unica domenica in cui la d’Urso con il suo “Live” non è in onda. Fabio Fazio porta a casa un risultato che non brilla. Nulla di entusiasmante. 

Una domenica da dimenticare nonostante gli ospiti eccellenti presenti nel suo talk. Solo per citarne alcuni: i Premi Nobel per l’Economia 2019 Esther Duflo e Abhijit Banerjee, il Presidente del Parlamento europeo David Maria Sassoli, il virologo Roberto Burioni, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e tanti alti. 

“Che tempo che fa” su Rai2 si ferma solo al 10.4% di share e nel segmento del tavolo scende addirittura al 9.2%. Eppure Fazio ha la strada spianata davanti a sé, visto che “Live non è la d’Urso” non è in onda nella domenica di Pasqua. Barbarella si è sempre aggiudicata la vittoria sugli altri talk battendo sia Fazio, sia Giletti (lo “Speciale Non è l’arena” registra uno share del 4.1%) nelle scorse settimane. Ma questa è un'altra storia. 

Il presentatore ligure, che a molti ricorda un professore di scuola, è ben pagato da viale Mazzini. Ormai non fa più notizia il suo cachet milionario. “QuiFinanza” parla di un importo pari a oltre 2 milioni di euro annui. Un compenso, però, ritenuto regolare dalla Corte dei conti che ha archiviato l’inchiesta per verificare se il maxi-stipendio costituisse un danno erariale. Polemica chiusa. 

Lo stesso Fazio su Twitter aveva scritto: “Dopo un linciaggio durato anni, questo è l’ovvio finale: un costo puntata inferiore del “50% della media dei programmi di intrattenimento Rai”. Nel frattempo Che tempo che fa è su raidue, il mio contratto è stato rivisto e il danno di immagine subito è ormai subito”.

La vicenda stipendio, quindi, passa ai titoli di coda. Sullo sfondo restano le polemiche che si sono scatenate nei mesi scorsi e che hanno animato anche il dibattito politico. Il presidente della Rai Marcello Foa aveva detto: “Il compenso è molto elevato, al di sopra di qualunque valutazione di merito sugli ascolti”. Una frase secca. Che stronca ogni polemica. 

Ma torniamo alla serata della domenica di Pasqua. Dati alla mano, il risultato di Fazio non sembrerebbe brillante. Che tempo che fa viene battuto da Rai1 con il film Jesus (che incassa un bel 15% di share) e da Canale5 con il film Il Papa buono (ed il 12.55% di share). 

Il risultato di Fazio, poi, sembrerebbe un flop se paragonato ad Italia1, che come sapete non brilla mai per ascolti come l’ammiraglia Mediaset (Canale5). Nella domenica di Pasqua “In... Tolleranza zero” (lo show del comico Andrea Pucci) si aggiudica uno share dell’8,46% su Italia1. Un vero testa a testa con Fabio Fazio. Ovviamente i costi sono molto diversi per i due programmi, sicuramente lo show di Pucci costa meno rispetto a quello di Rai2. Ma questo è un altro dato. Un'altra storia.

Nessun commento:

Posta un commento