L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 16 aprile 2020

Le regioni un'orpello istituzionale. Con 120 basi statunitensi sui nostri terreni gli Stati Uniti non ci vogliono/possono mollare

COVID-19: L'ITALIA CHIEDE AIUTO ALL'AMERICA


(di Tiziano Ciocchetti)
14/04/20 

Il presidente degli Stati Uniti Trump ha firmato un memorandum – su richiesta del Governo Conte – con il quale la sua Amministrazione si impegna a sostenere l’emergenza sanitaria in Italia, sia in termini di forniture logistiche che di apparecchiature tecnologiche (come i respiratori di cui abbiamo urgente bisogno).

La mossa di Washington è dettata principalmente da esigenze geopolitiche, visto gli aiuti inviati nel nostro Paese dalla Cina e dalla Federazione Russa. Infatti, nonostante la redistribuzione delle risorse strategiche americane (che non sono certo infinite), il Vecchio Continente rappresenta ancora un punto cardine per gli americani, in particolare l’Italia, con la sua posizione centrale nel Mediterraneo e le numerose basi militari, deve essere mantenuta ben salda nell’orbita atlantista.

Anche se non ce ne accorgiamo, gli analisti politici americani tengono costantemente sotto controllo il nostro Paese, afflitto da una instabilità politica ormai endemica, che la diffusione del virus non può che aumentare. Assistiamo in questi giorni ad una gestione della crisi, da parte del Governo, quanto meno discutibile.

Potremmo tranquillamente affermare che, il COVID-19 abbia messo in evidenza l’assurdità della riforma del Titolo V della Costituzione, inerente all’autonomia decisionale delle Regioni.

Nonostante i Decreti di Palazzo Chigi, ogni Regione sembra muoversi per proprio conto, attaccandosi a cavilli burocratici per eludere le chiusure delle attività lavorative, senza che il Governo abbia la capacità di intervenire per ribadire l’autorità dello Stato.

In situazioni di crisi, come quella che stiamo affrontando, ci dovrebbe essere una sola voce, ovvero quella del governo centrale.

Foto: presidenza del consiglio dei ministri

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