L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 aprile 2020

Si dispiega la Strategia della Paura e del Caos mascherina per tutti e controllo rigido sugli spostamenti

La dittatura planetaria

di Miguel Martinez
4 aprile 2020

Seguo un’effimera notizia, che mi scappa di qua e di là.

Prensa Latina, l’agenzia di stato cubana, dice che l’esercito brasiliano (utilissimo nella difesa contro la minaccia paraguaiana) avrebbe nominato il generale Walter Souza Braga Netto come “presidente operativo” del paese, togliendo, in nome dell’emergenza Coronavirus, al presidente democraticamente eletto tutti i poteri, ma non il titolo.

La cosa bizzarra è che ne parla poi Repubblica, senza citare in modo chiaro le fonti, e poi i media brasiliani, citando Repubblica.

Ma quello che è interessante è che non è solo in Brasile che ci sarebbero colpi di stato.

E’ in quasi tutto il pianeta, che in questi giorni, sono stati aboliti i pilastri dello “stato di diritto”, cioè la base dell’intera civiltà occidentale contemporanea.

Il diritto di riunirsi liberamente, di muoversi, di commerciare.

Qualcuno dirà che questa sospensione è motivata da una superiore esigenza, cioè la tutela della salute.

Però se basta questo, vuol dire che le “fondamentali libertà” erano un po’ come il diritto al gioco dei bambini, cosa importantissima e utile, ma che deve cedere di fronte a un dovere più importante, tipo andare a scuola.

Conosco molti politici che dicono, “i nostri nonni hanno sacrificato la vita per darci la libertà”. Evidentemente la vita si può sacrificare, ma la salute no.

Alcune persone che stimo, in questi giorni, in genere ma non solo di area anarchica, stanno dicendo in sostanza che è tutto un trucco per imporci la dittatura.

Nelle mie limitatissime competenze di traduttore di manuali tecnici improvvisatomi epidemiologo, credo che abbiano torto sulla prima parte: il problema c’è davvero, anche se molto minore rispetto, che so, al colera nell’Ottocento.

Ma non hanno affatto torto sulla seconda parte: nel giro di un mese, si è davvero imposta una dittatura planetaria che rovescia tutte le premesse dello “Stato di diritto”.

Prendiamo due piccolissimi esempi.

L’anno scorso, c’era un’immensa questione, se il ministro degli interni poteva o no vietare a imbarcazioni piene di immigrati clandestini di approdare in Italia.

Ci andavano di mezzo tantissimi principi, da una parte e dall’altra. E l’Italia si divideva in modo feroce, riguardo al diritto di un ventenne del Mali di entrare in Italia.

L’altro giorno leggo questa dichiarazione di Alessio D’Amato, assessore alla Sanità nella Regione Lazio, Partito Democratico, laureato in sociologia con un Master in Peacekeeping riguardante abusi nella missione ONU in Burundi (una specie di piccolo Boldrini, insomma, di quelli che in condizioni normali attirerebbero valanghe di insulti su di sé):

“Bisogna smetterla con questi sbarchi dei croceristi, non è accettabile. Le persone devono tornare nei loro Paesi. Devono andare via, e punto, dalle crociere non devono arrivare”. Lo ha detto a margine di una iniziativa l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato, rispondendo a una domanda del Fatto.it relativa allo sbarco a Savona dei 229 passeggeri della nave Costa Luminosa, trasferiti poi in alcuni alberghi di Roma. “Daremo assistenza sulle navi – ha aggiunto – come già abbiamo fatto, facciamo i corridoi sanitari, ma non possono farli scendere dalle navi, portarli a Roma senza sapere quando se ne vanno. Queste persone devono scendere quando hanno già una carta d’imbarco e il piano di volo”

Si è discusso per anni del diritto di alcune donne musulmane di coprirsi il volto nonostante la legge del 22 maggio 1975, n. 152, che vieta di coprirsi il volto “senza giustificato motivo“.

Leggo che il governatore della Lombardia avrebbe ordinato ai lombardi mascherarsi. Un motivo doppiamente giustificato, per motivi di salute, e perché l’ha deciso il Governatore.

Che però ci ricorda il fatto essenziale, il giustificato motivo. Che tutti i Divieti e i Diritti che ci impongono possono essere imposti o tolti, perché ci sono:

Uno, “la Salute”, cioè quello che Chi Comanda decide è il nostro bene.

Due, il Governatore.

Finché il Governatore mi impone una maschera, non ho grossi problemi, basta che un poliziotto non mi denunci perché sono irriconoscibile: un mio amico mi ha regalato clandestinamente alcune mascherine.

Ma potrebbe anche decidere che qualunque altra cosa sia importante adesso, per garantirci la salute, per salvare l’economia, per salvare l’Italia.

Nessun commento:

Posta un commento