L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 4 aprile 2020

Togati malati - non ci posso credere, è 'ndrangheta e tutto serve per salvarla

Coronavirus, panificio chiuso per 'ndrangheta: Tar lo riapre riapre per emergenza

CRONACA

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 04/04/2020 11:10

Un panificio di Reggio Calabria, che era stato "chiuso" su ordine della Prefettura per presunti condizionamenti da parte della ’ndrangheta, è stato riaperto su disposizione del Tar per via della pandemia in corso.

Il panificio, scrive la Gazzetta del Sud, era stato colpito da un provvedimento interdittivo antimafia, ma i proprietari hanno contestato formalmente la decisione, rivolgendosi al Tribunale amministrativo, che in via d’urgenza ha stabilito che "con la richiesta di intervento cautelare, la ricorrente, che risulta immune da precedenti o pendenze giudiziarie, ha evidenziato che nel corrente periodo di emergenza sanitaria l'attività svolta rientra tra quelle definite "essenziali" dalla decretazione d'urgenza; si porrebbe la indifferibile necessità di licenziamento di otto dipendenti attualmente assunti con contratto a tempo pieno ed indeterminato i quali, considerato il periodo di crisi/emergenza, non troverebbero facilmente una nuova collocazione lavorativa; sussiste la necessità di provvedere al mantenimento dei quattro figli conviventi e l'attività aziendale costituisce l'unica fonte di reddito". Da qui la decisione di lasciare aperto il panificio fino a metà aprile.

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