L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 aprile 2020

Un governo di traditori preferisce vendere l'Italia attraverso il Mes piuttosto di prendere in mano le redini dell'economia ed adottare il Piano di Salvezza Nazionaledel 30 marzo 2020


Galloni: “Serve moneta statale parallela all’Euro”

REDAZIONE 16 APRILE 2020

Nino Galloni, economista, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
Sul Mes

“Quella del Mes è la tempesta nel lago di Bracciano rispetto alla tempesta nell’Oceano Pacifico -ha affermato Galloni-. Siamo a una svolta importante come quella del 2008, del 92, del 79, del 44, del 29. Sta cambiando tutto il sistema. Dentro questa tempesta generale c’è anche l’Europa con tutte le sue magagne. Quest’Europa è nata per imbrigliare l’Italia e c’è riuscita benissimo, è un’Europa del nord, non dei popoli ma delle burocrazia. Conseguentemente tedeschi e olandesi non desiderano fare azioni che possano comportare una condivisione dei debiti e delle problematiche. Si fanno forti delle loro banche pubbliche e dei propri meccanismi di finanziamento e l’Italia non si sa bene cosa dovrebbe fare. C’è chi vorrebbe sfruttare le risorse del Mes che sono poche e anche costose. Ci siamo indebitati per dare soldi al Mes e ora ci dovremmo indebitare per utilizzarli? Il Mes dovrebbe essere cancellato dall’attuale emergenza, però questo non risolve i problemi così come non li risolvono nè un ricorso illimitato al debito pubblico nè gli Eurobond. Dobbiamo pensare a introdurre moneta statale sovrana, che entri nel circuito in modo parallelo all’Euro. Ovviamente dobbiamo pensare a come gestire il debito pubblico che è da pagare in Euro. Se salta l’euro siamo salvi, ma se non salta dobbiamo pagare il debito in euro. Bisogna fare in modo che i privati capiscano che invece delle tasse straordinarie, invece della patrimoniale, ci dovrà essere un vantaggio per i risparmiatori che avranno i loro risparmi garantiti, immediatamente liquidizzabili e con alti tassi di rendimento. Dobbiamo sostenere la domanda dando soldi ai consumatori in modo da sostenere il business delle imprese per evitare che chiudano. Bisogna dare soldi almeno a 25 milioni di italiani, non a 2-3 milioni”.

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