L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 23 maggio 2020

23 maggio 2020 - In memoria di Giovanni Falcone





Ventotto anni sono passati da quel tragico 1992 di sangue e bombe che hanno dilaniato il nostro Paese, con il sacrificio dei nostri martiri. Come ogni anno, da allora, si avvicinano i giorni delle commemorazioni, nel ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, e che si concluderanno 57 giorni dopo, il 19 luglio, quando verrà il tempo della memoria di Paolo Borsellino, e gli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ventotto anni di misteri, interrogativi ed inquietanti verità taciute e nascoste. Vicende che vanno ricordate se non si vuole assistere all'ennesimo trionfo dell’ipocrisia, della sterile retorica e dei molti che fingono di commemorare i morti dopo averli mortificati da vivi. Da quando è uscito il primo numero di ANTIMAFIADuemila abbiamo sempre cercato di trovare una risposta a queste domande cercando di dare il nostro piccolo contributo nella ricerca della verità sui mandanti esterni delle stragi del 1992-1993 perché, ne siamo fermamente convinti, è sul sangue di Falcone e Borsellino che è crollata la Prima Repubblica ed è nata la Seconda. Quest'anno a causa della pandemia, l'emergenza sanitaria del Coronavirus, non potremo celebrare il tradizionale convegno in memoria di Falcone. Un appuntamento fisso, che abbiamo tenuto il più delle volte nella Facoltà di Giurisprudenza. Tuttavia continuiamo a rinnovare il nostro impegno, ponendoci proprio quelle domande scomode che aspettano risposta, ed onorando la memoria di Falcone con ampi articoli e pubblicazioni incentrate sulla sua figura e sulla ricerca della verità sulle stragi. Anche per far sì che la storia non si ripeta. Esser vicini a rappresentanti delle istituzioni, a magistrati retti, agli investigatori, ai familiari vittime di mafia nella pretesa di verità e giustizia è il nostro rinnovato impegno, perché senza verità, in questo Paese, non saremo mai veramente liberi. A cura di Aaron Pettinari @Antimafia Duemila

Nessun commento:

Posta un commento