L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 maggio 2020

Abbiamo abbandonato Dio e la nostra anima è morta

LA PATRIA, PERDUTA

Maurizio Blondet 20 Maggio 2020 
Massimo Martelli

Questa è la mia amara riflessione . Girando per le città si nota, purtroppo, la paura e la mancanza di razionalità nella quasi totalità delle persone. Che tristezza! Quasi tutti zombie con la mascherina. Tutti terrorizzati. Il nostro popolo non è più tale. Non è più popolo. Sembra aver perso la fibra morale per sopravvivere. Si è fatto rinchiudere in casa. Per paura di morire ha smesso di vivere. Del resto se ha abbandonato Dio come può vivere? Senza Dio è diventato un corpo senza anima. Un corpo morto. La colpa primaria è certamente di un clero che abbandonato la propria missione. Pastori che sono fuggiti ed hanno lasciato solo il gregge davanti al lupo. Il gregge, il popolo di Dio che è diventato oggetto di esperimenti sociali, psichiatrici.

Vi sono poi le colpe dei traditori! Dei lupi travestiti da agnelli.
Tutto ciò non toglie, ovviamente, le colpe individuali e collettive di un popolo che ha abbandonato la fede cattolica che da 2000 anni è stato il vero, solo e unico fondamento che ha sempre definito questa nostra terra benedetta, come ben spiegava Dostojevsky: “Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano”.

Gli italiani potrebbero guarire se tornassero a Cristo, Unico e Vero Medico delle anime. Ma avrebbero bisogno di pastori veri, Alter Christus, Ipse Christus.
Questo potrebbe essere un primo passo per la salvezza contro programmi diabolici che sempre di più si palesano all’orizzonte.

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