L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 maggio 2020

C'è ancora qualche euroimbecille che pensa che esiste il "libero mercato" quando un quarto dell'economia è sostenuta dai soldi delle banche centrali

ATOMIC BOMB LIQUIDITY: ¼ del PIL MONDIALE!

Scritto il 21 maggio 2020 alle 13:55 da Danilo DT


La maggior parte dei money manager continuano ad essere convinti che la crisi, quella vera, deve ancora arrivare. Tutti pensano che, giustamente, le trimestrali del periodo marzo/giugno saranno molto preoccupanti, i multipli a cui trattano le aziende in borsa, tenendo in considerazione tassi di interesse più bassi, sono esageratamente alti e con delle aspettative irraggiungibili, in tanti aspettano alla finestra e non entrano, convinti che la correzione arriverà e i prezzi torneranno ad essere più interessanti e coerenti.
Ma poi il mercato continua a salire, soprattutto quello azionario e soprattutto quello legato alla tecnologia.

Proprio sugli utili, non possiamo che confermare il fatto che il mercato sta andando alla “cieca” perchè le stesse aziende evitano di fare previsioni. E la borsa per questo motivo festeggia?

(…) Da Ibm ad Altria fino ad AT&T e Uber. Sono molte le aziende di Wall Street, ma anche in Europa, che a causa del Covid-19 hanno ritirato le stime sul business. Secondo Intelligize, al 14 maggio scorso erano 779 i gruppi ad avere rinunciato alle previsioni sugli utili del 2020. Una dinamica, a ben vedere, replicata nel Vecchio continente: qui è circa il 44% delle società che ha rimosso le previsioni. (…) Ciò detto però, il fenomeno ha una sua rilevanza. Non solo perchè il ritiro delle stime è legato alle previsioni annuali (quindi il rischio di “shortismo” è limitato). Ma anche, e soprattutto, perchè la iper tecnologizzazione dei mercati ha reso questi dati rilevanti. Gli algo trader, ad esempio, inseriscono non di rado le stime aziendali nei loro modelli. Nel momento in cui l’informazione viene meno, la loro accuratezza ne risente. (…) [Source]

Urca, il Far West! Sembra di rivivere per certi versi una nuova bolla INTERNET esattamente 20 anni dopo la “big bubble” che ci ha lasciato ricordi amari e molte aziende, non sapendo come valutarle, si iniziava ragionandole come se fossero delle OPZIONI. Follia pura che poi ha lasciato sul campo tanti cadaveri. Vedi Seat PG, Tiscali, CDB web tech, Finmatica ecc.
Per carità, nulla a che vedere dal punto di vista qualitativo. Un esempio su tutti, anzi 5, le Amazon, Apple, Microsoft, Google, Intel di oggi non hanno nulla a che vedere con quelle aziende nel 2000. E l’articolo di oggi sui NYFANG+ la dice lunga.

Però ci si domanda…come potrà reggere questo rally e come è possibile che i mercati continuano a salire imperterriti e non curanti delle dinamiche economiche che sono chiare ed evidenti a tutti?
Beh, tra le tante storie che ci stiamo raccontando, ce n’è una che vi ho spiegato da quando praticamente è partita e che, in questa sede, potremo definitivamente battezzare come la BOMBA ATOMICA della liquidità (che io chiamerò in acronimo ABL di Atomic Bomb Liquidity ). Una bomba atomica che ha raggiunto una cifra talmente irragionevole che….credetemi…non posso non essere preoccupato per gli eventuali effetti collaterali che potrebbe comportare.
Ringrazio intanto Mirco che mi ha fatto conoscere questa slide che (devo essere onesto) mi risolve tanti problemi perché da qualche giorno stavo cercando, nelle mie notti insonni, a tirare una riga e conteggiare l’impatto del sostegno congiunto, su scala globale, di politica monetaria e politica fiscale ad oggi.
Quanto ne deriva (e i dati NON sono definitivi) ci porta a prendere coscienza del fatto che, ad oggi, il sostegno del sistema è pari a ¼ , ovvero il 25% del PIL MONDIALE.
Ve lo ripeto, 25% del PIL GLOBALE. Si, siamo al 23.6% ma sono dati non definitivi e, già è stato annunciato, le stesse BCE e FED non hanno intenzione di fermarsi qui. Morale, il 25% è veramente dietro l’angolo.


Inutile dire che non si è mai visto nulla del genere, ed è altrettanto ovvio che sarebbe stupido pensare al fatto che questo 25% (che resta una manna dal cielo nel breve) non possa avere conseguenze nel medio lungo periodo.
La mia Fase 2 sarà cercare di immaginare il DOPO. Al momento, lo ammetto, non sono molto sereno.

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STAY TUNED!

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