L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2020

Come un governo fanfulla ha preso in giro per mesi gli italiani

L’allarme di Lamorgese sulla rabbia degli italiani e l’atarassia di Conte

25 maggio 2020


L’intervento di Raffaele Lauro, scrittore, saggista, già prefetto e senatore della Repubblica

Il drammatico grido di allarme lanciato ieri sera, sulla Rai, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sulla “rabbia” montante degli italiani per gli ormai inaccettabili ritardi delle misure economiche, a partire dalla cassa integrazione, sancisce, se ce ne fosse stato ancora bisogno, il “fallimento”, morale prima che politico e sociale, dei tre decreti economici del Governo Conte.

Provvedimenti scritti male, farraginosi, pasticciati sul piano giuridico, inapplicabili e, cosa gravissima, annunciati dal cosiddetto “Avvocato del Popolo”, in tre mirabolanti conferenze stampa, a reti unificate, che passeranno alla storia della mistificazione politica, come immediatamente esecutivi e dispensatori solleciti di centinaia di miliardi. Balle!

Signor Ministro dell’Interno, gli italiani sono stati illusi e ingannati, la cosiddetta fase 2 è iniziata peggio della fase 1, mai superata, anzi, la rabbia degli operatori economici ha oltrepassato da settimane il livello di guardia e minaccia di trasformarsi ben presto in incontrollabili proteste popolari, che metterebbero in crisi l’ordine pubblico e la stessa pace sociale del nostro paese.

Non basta più a Conte giustificare la propria sprovvedutezza di capo del governo, rovesciando le “sue” responsabilità politiche sull’inefficienza operativa dell’Inps o sui ritardi cronici del sistema bancario italiano.

Né basta annunciare ora, ex post, nuovi decreti di semplificazione, di sburocratizzazione o di riforma. 

Bisognava provvedere prima e non dopo.

Il suo responsabile grido di allarme, Signor Ministro Lamorgese, appare un appello estremo, ultimo, affinché con una norma ben scritta e chiara, immediatamente esecutiva, da convertire insieme con il cosiddetto “Decreto Rilancio”, si distribuiscano, ad horas, almeno quelle misure di sostegno economico, rimaste in stand by, a partire dalla cassa integrazione, alle famiglie e agli operatori economici (artigiani, commercianti, professionisti, piccoli e medi imprenditori e altri).

Non c’è più tempo da perdere!

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