L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 17 maggio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Gli Stati Uniti vogliono privare Huawei dei microprocessori la cui produzione è fatta a Taiwan facendoli produrre in Arizona

Gli Stati Uniti potrebbero tagliare le gambe a Huawei: l’accordo con TSMC

Gli Stati Uniti stanno cercando di mettere in piedi un accordo con TSMC che potrebbe andare contro alle necessità di Huawei, la produzione di processori

- 15 Maggio 2020


Il prossimo campo di battaglia in cui Huawei e gli Stati Uniti potrebbero scontrarsi è TSMC, il produttore di semiconduttori di Taiwan. Da tempo il governo statunitense sta facendo pressione su tale società e uno degli incentivi si sta palesando sempre più. Stanno pianificando di costruire un impianto da diversi miliardi di dollari in Arizona.

Si tratta di una mossa con risvolti enormi. Ufficialmente sembra che il progetto sia stato messo in piedi per creare posti di lavoro e produrre componenti sensibili a livello di sicurezza nazionale, due aspetti su cui Trump si è mosso fin dall’inizio. Cosa c’entra Huawei in tutto questo però?

Il colosso cinese progetta da sé i processori che sfrutta per gli smartphone, i Kirin, ma la produzione è affidata principalmente, se non quasi completamente, a TSMC. Senza di essa, dovrebbe guardare verso altre fonderie, e di questa qualità non ce ne sono. Un progetto del genere potrebbe fare leva sul produttore per tagliare i propri accordi con la società cinese.

Gli Stati Uniti e Huawei: una lotta continua

L’ipotesi che questo accordo nasca anche per motivi straordinari rispetto ai due sopracitati, deriva proprio dalle modalità con cui sta venendo messo in piedi. L’impronta del governo è palesa con anche diversi incentivi. L’amministrazione Trump si è sempre mossa in modo contrario. Ha facilitato si la situazione, ma non ha mai agito direttamente per sostenere una società piuttosto che un’altra.

Poter avere delle leve da usare su TSMC sarebbe un passo avanti di proporzioni notevoli. Huawei ormai deve proseguire senza poter usare Android, soprattutto visto che il divieto è appena aumentato di un altro anno. Dover pensare di cambiare produttore di chip sarebbe disastroso.

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