L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 maggio 2020

E' guerra vera è guerra totale, niente illusioni - Gli Stati Uniti provano a tagliare le gambe a Huawei, difficile che ci riusciranno, di sicuro rallenteranno la sua potenziale e per il momento inarrestabile ascesa

Huawei: gli Stati Uniti introducono un ulteriore limitazione per la società

Alle nuove restrizioni introdotte dagli Stati Uniti nei confronti di Huawei, la Cina potrebbe rispondere molto duramente su diversi fronti

- 17 Maggio 2020


Il governo degli Stati Uniti ha imposto nuove restrizioni al colosso tecnologico cinese Huawei, limitandone la sua possibilità di utilizzare tecnologia americana per progettare e produrre semiconduttori prodotti all’estero. Il Dipartimento del Commercio statunitene ha dichiarato questo venerdì che la mossa mira a impedire a Huawei di aggirare le sanzioni statunitensi in vigore. La mossa ha però suscitato una risposta piuttosto seccata da parte della Cina, che ha minacciato ritorsioni contro le società statunitensi.


Le apparecchiature di progettazione e produzione di chip utilizzate negli impianti di semiconduttori del mondo sono infatti per lo più prodotte negli Stati Uniti, quindi la nuova normativa potrebbe avere un impatto negativo su numerosi produttori stranieri che vendono a Huawei e alle sue affiliate, tra cui HiSilicon, che produce chip utilizzati nei supercomputer ad uso scientifico e militare.

Huawei non potrà utilizzare tecnologia americana per assemblare i propri componenti

L’anno scorso, l’amministrazione Trump aveva peraltro vietato alle aziende statunitensi di utilizzare la tecnologia Huawei o di fornire tecnologia all’azienda cinese senza l’approvazione del governo, ritenendo la pratica un rischio per la sicurezza nazionale. Il Dipartimento del Commercio aveva presentato un ristretto elenco di prodotti e servizi per poi estendere tale limitazione, anche per ridurre l’impatto sui vettori wireless statunitensi che utilizzano la tecnologia Huawei nelle loro reti.

Il Dipartimento del Commercio ha però dichiarato che le nuove restrizioni avrebbero “minato strategicamente” l’acquisizione di semiconduttori da parte di Huawei, che progetta componenti che utilizzano software e tecnologia statunitensi. Huawei non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito, ma è plausibile che Pechino possa a sua volta introdurre restrizioni per società statunitensi come Qualcomm, Cisco e Apple e ha anche minacciato di sospendere gli acquisti di aeromobili Boeing.

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