L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 19 maggio 2020

Energia pulita - puntare decisamente sull'idrogeno ricavato dall'elettrolisi


17.05.2020 - 07:00 
Per la ripresa economica bisognerebbe puntare sull’idrogeno verde?

Molti esperti e imprenditori stanno premendo affinché si investa sull’idrogeno verde per il periodo post-Covid 19

L’attuale crisi medico-sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19 si sta ripercuotendo globalmente anche a livello socio-economico. Tra le varie strategie proposte per uscire da questa crisi vi è la prospettiva di puntare in maniera molto più decisiva che in passato sulle energie rinnovabili. E per molti esperti e imprenditori l’idrogeno verde rappresenta sicuramente una strada più che percorribile in questo senso.
Oggi, la maggior parte dell’idrogeno viene estratto dal gas naturale attraverso un processo che produce emissioni di carbonio. Ma esiste anche la possibilità di produrre una versione “verde” del combustibile attraverso l’elettrolisi. Questa tecnica, se diffusa su scala commerciale, potrebbe davvero rivoluzionare il mercato delle rinnovabili. «L’idrogeno verde potrebbe risolvere molti problemi. L’interesse politico per questa fonte è dovuto alla possibilità di raggiungere allo stesso tempo una grande efficienza energetica e la decarbonizzazione», ha affermato Jesse Scott, consulente del think tank Agora Energiewende.
Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), ha dichiarato che l’idrogeno verde è «pronto per il suo grande momento», invitando i governi a impiegare risorse su quella che deve essere considerata una valida alternativa ai combustibili fossili. Bisogna comunque dire che molti paesi hanno già iniziato a investire in questa tecnologia. L’Australia, ad esempio, ha già stanziato 191 milioni di dollari e il Portogallo ha intenzione di costruire un impianto di produzione di idrogeno mediante elettrolisi a energia solare entro il 2023. A fine marzo, i Paesi Bassi hanno presentato una strategia incentrata sull’idrogeno, prevedendo piani per 500 megawatt (MW) di capacità entro il 2025. Inoltre, solo nell’ultimo anno, diversi governi tra cui quello inglese, tedesco e giapponese hanno annunciato strategie per la produzione di idrogeno.
Uno dei principali svantaggi dell’idrogeno verde è che serve una grande quantità di elettricità rinnovabile per la sua produzione. Tuttavia, i prezzi delle energie pulite negli ultimi anni sono enormemente diminuiti, quindi, se vi sarà un aumento della domanda, è più che plausibile che il prezzo dell’idrogeno possa calare entro il 2050 da 6 dollari al kg a 1,7 dollari al kg. Inoltre, qualsiasi tentativo di uso su larga scala dell’idrogeno verde, come nell’industria o nei trasporti, dovrebbe essere accompagnato da importanti investimenti infrastrutturali, come ad esempio una rete di collegamento a parchi eolici o impianti fotovoltaici. Ma alcuni significativi passi in questa direzione si stanno già compiendo.
L’unico timore che le aziende del settore dell’idrogeno verde hanno è che i governi possano continuare a favorire i settori tradizionali dei combustibili ad alta emissione di carbonio, duramente colpiti dal crollo della domanda di energia, non riuscendo a recepire le opportunità offerte dai pacchetti di stimolo economico che verranno stanziati per uscire dalla crisi. Per questa ragione, molti investitori e aziende stanno premendo affinché anche le istituzioni europee definiscano un piano di recupero post-crisi che sostenga il settore dell’idrogeno verde come chiave strategica per risollevare l’economia dei paesi membri.

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