L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 maggio 2020

Francia e Germania hanno partorito un topolino velenoso per l'Italia

PALAZZI & POTERE
Martedì, 19 maggio 2020 - 14:05:00
Conte, ecco come Merkel e Macron fregheranno nuovamente l'Italia
Conte, ecco come Merkel e Macron fregheranno nuovamente l'Italia
Marco Antonellis

"La proposta di Francia e Germania sul Recovery Fund e' un passo avanti importante, cosi' come la riflessione di Lagarde su un nuovo Patto di Stabilita'. Gli europei si stanno muovendo nella giusta direzione. Ora continuiamo la battaglia per una nuova UE della crescita, del lavoro e della giustizia sociale". Così parlò il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti su facebook. Ma non tutti la pensano allo stesso modo all'interno della maggioranza, anzi; sherpa che da settimane seguono il "dossier Europa" non sono affatto contenti di quanto accaduto ieri e smontano pezzo dopo pezzo l'intesa raggiunta dai due "proprietari" dell'Europa, quei Merkel e Macron che ormai considerano gli altri Stati europei alla stregua del giardino di casa propria. "Hanno fatto quello che si suol dire il gioco delle tre carte: sapendo che il Mes ormai è uno strumento bruciato cioè che nessuno politicamente vuole più utilizzare, sposteranno le condizionalità sul Recovery Fund facendo così rientrare dalla finestra vincoli e requisiti che in un primo momento erano usciti dalla porta del Mes". Insomma, la fregatura di Bruxelles all'Italia è servita: non volete il Mes? Bene, allora le condizionalità le spostiano nel Recovey Fund: "Vedrete", continua ancora una fonte vicinissima al dossier, "riempiranno il nuovo fondo di così tante condizionalità che ci faranno rimpiangere il Mes". Questo è il vero motivo per il quale Francia e Germania hanno preferito decidere tutto da soli, lasciando gli altri all'oscuro della loro intesa (Italia compresa; anche Palazzo Chigi non sapeva assolutamente nulla di quanto stava accadendo tra Francia e Germania): se si fosse giocato a carte scoperte molti Stati si sarebbero subito messi di traverso. E' dunque pronta la nuova strategia di Merkel e Macron per "blindare" gli aiuti ai paesi bisognosi e "condizionare" fino all'ultimo centesimo come i soldi verranno spesi. Anche in Italia.

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