L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 26 maggio 2020

Hanno gli occhi più grandi della pancia

CRONACA
"L'ingordigia dei boss è senza limiti", dice Gratteri

"Davanti ai soldi gli esponenti della 'Ndrangheta non hanno limiti e si presentano come nullafacenti e nullatenenti". Parla il procuratore di Catanzaro: "Lo stesso fenomeno potrebbe ripetersi con il reddito di emergenza e gli aiuti anti-coronavirus".

aggiornato alle 16:0525 maggio 2020

© Mimmo Frassineti/Agf - Nicola Gratteri

“Non hanno limiti all’ingordigia e si presentano come nullafacenti e nullatenenti”. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, analizzando con l’AGI il fenomeno dei boss della ‘ndrangheta che percepiscono il reddito di cittadinanza nonostante risultino essere personaggi di spicco della criminalità, capaci di gestire traffici internazionali di sostanze stupefacenti e reati particolarmente redditizi.

Proprio oggi, a Reggio Calabria, è stata portata avanti una nuova operazione dei Carabinieri sulle infiltrazioni della criminalità organizzata per l’ottenimento di questo reddito di sostegno, al punto che in pochi giorni sono stati denunciati in Calabria oltre cento. tra boss e gregari della 'ndrangheta, o loro congiunti.

Una storia che si ripete, dunque, secondo il procuratore, che ha ricordato un altro fenomeno molto simile: “Appena venne approvato il gratuito patrocinio per gli avvocati, tutti i boss di dichiaravano nullafacenti e nullatenenti e in questo modo potevano usufruire della difesa gratuita”.

Secondo Gratteri, inoltre, “con il reddito di emergenza e con gli aiuti Covid si rischia lo stesso fenomeno del reddito di cittadinanza”, perché la ‘ndrangheta si farà avanti per ottenere questi benefici. Il procuratore di Catanzaro, quindi, lancia l’allarme su un fenomeno già evidenziato per altri aiuti di Stato.

“Per questo - spiega – ho chiesto ai sindaci di inviare alle Prefetture gli elenchi delle persone che hanno chiesto il sostegno economico per l’emergenza causata dalla pandemia. In questo modo, le forze dell’ordine avrebbero potuto effettuare un controllo in un paio di giorni e stabilire se c’erano amici o amici degli amici”.

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