L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 maggio 2020

Il bestiario

N° 12 – La Lentezza



LA VITA LENTA

Sconvolgendo il nostro modo di vivere, e imponendo un nuovo tipo di educazione alla realtà, al tempo, allo spazio, e alle cose che ci circondano, un’educazione più intima che pedagogica o funzionale, la pandemia ha ridefinito gli orizzonti e i confini del nostro vivere, e ora sappiamo che il mondo che il nostro cuore governa e da cui è governato è piccolo, finito e sempre incerto: gli amici più stretti, le persone care, la nostra routine, gli oggetti che costellano il nostro museo domestico, il luogo che abitiamo, la terra a cui apparteniamo (senza diritto di recesso). Ecco tutto ciò a cui possiamo essere fedeli nell’immediato. Perciò non ci resta che setacciare lentamente il campo che abbiamo a disposizione, e cogliere l’essenziale: quel campo diventerà per noi un universo da esplorare, si dilaterà interiormente. Perché chi vive con lentezza non si perde niente, anzi siamo certi che è l’unico in grado di stupirsi, di meravigliarsi del già visto, di ri-conoscere ogni giorno il suo mondo e farlo nuovo.

INDICE

In copertina: La controra di Mario Damiano

II / L’editoriale di Andrea Chinappi e Lorenzo Vitelli / Appello ai lettori / foto di Luciano Ferrara
III / Gazzetta ufficiosa di Carlotta Maria Correra / Chi (non) si ferma è perduto di Luca Giannelli
IV / Lampi di Federico Mosso / La vita lenta di Francesco Cristiano / Cronache dell’altro mondo di Andrea Chinappi
V / A dove correre è la palla di Niccolò Maria De Vincenti / Ode all’SMS di Vittorio Ray / Le maschere di Lorenzo Vitelli
VI e VII/ Il gioco dell’Oca del Bestiario
VIII / Cronaca nera di Andrea Chinappi / Dietetica dell’ozio di Stenio Solinas / foto di Luciano Ferrara
IX /Il Mito dell’Occidente / I trangugiatori di pellicole di Alessandro Fiesoli / Nel sonno incerto poesia di Sandro Penna
X / Il tempo di una vita. Chiara Vigo, l’ultimo maestro di bisso di Alessio Mulas
XI /Piccola nota sull’andare a spasso di Andrea Chinappi / Un riposo veloce racconto di Carlotta Maria Correra

http://www.ilbestiariorivista.it/shop/n-12-la-lentezza/

Nessun commento:

Posta un commento