L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 5 maggio 2020

Individua un 'ndranghetista e quasi certo che i parenti sono nel giro malavitoso

‘NDRANGHETA: KLAUS DAVI PUBBLICA NOMI DEI NUOVI ‘CAPI ZONA’
‘NDRANGHETA: KLAUS DAVI PUBBLICA
NOMI DEI NUOVI ‘CAPI ZONA’

Mag 05, 2020, 00:35 Am

E annuncia sviluppi sul caso dell’ambulanza incendiata
Nuove leve e vecchie conoscenze della potente ‘Ndrangheta reggina. Klaus Davi pubblica i
nomi di quattro neo nominati capi zona, a suo dire, della ‘Ndrangheta della città dello
Stretto. Uno dei quali, parente di un nome blasonato del quartiere Gallico attualmente in
carcere, sarebbe stato insignito (si fa per dire, ovviamente) del titolo di ‘Trequartino’ da un
gruppo ristretto di Arcoti. Non mancano le vecchie conoscenze, tra le quali spicca un
soggetto legato, un tempo, alla filiera del boss Mario Audino, assassinato nel 2003. In ne,
non potevano mancare due ‘nuove leve’ che Davi definisce ‘scomposti e che stanno creando
parecchi malumori per le loro modalità rozze e minacciose’. Il massmediologo anticipa
novità anche sul fronte dell’ambulanza a cui nella notte del 3 aprile qualcuno avrebbe
appiccato il fuoco.


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