L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 20 maggio 2020

la Fiat ancora una volta ci prende in giro e il governo suo complice partecipa inventando fake news

Prestito a Fca, Fusaro attacca il governo: ‘Nemici dei lavoratori’


Prestito del governo a Fca: Fusaro contrario

Il governo Conte chiede garanzie a Fca per erogare un prestito da 6,3 miliardi. Diego Fusaro critico: ‘Esecutivo al guinzaglio delle multinazionali’.

di Domenico Camodeca (articolo) e Massimo Fenris (video)
Aggiornato il 19 maggio 2020 10:46


La richiesta formulata dal gruppo automobilistico Fca a Banca Intesa di ottenere una linea di credito da 6,3 miliardi sta da giorni agitando le acque della Politica italiana. Il governo guidato da Giuseppe Conte, pur mostrandosi disponibile ad esaudire questa richiesta, ha chiesto però alcune garanzie al gruppo guidato da John Elkann. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ad esempio, ha voluto mettere in chiaro che, con i soldi eventualmente ottenuti con quel prestito, dovranno essere finanziati investimenti nel nostro Paese in favore dell’occupazione. Paletti che però non persuadono Diego Fusaro.

Il filosofo sovranista se la prende con l’esecutivo che, a suo modo di vedere, starebbe facendo un regalo alla Fca.

Le condizioni di Gualtieri per il prestito a Fca: ‘Investimenti in Italia’

Come appena accennato, da giorni nelle stanze del potere si discute del caso Fca. Il gruppo FIAT-Crhisler guidato da John Elkann ha infatti richiesto un prestito da 6,3 miliardi a Banca Intesa San Paolo. Prestito che saebbe garantito per l’80% del suo importo da Sace, una società per azioni che ha come unico socio la Cassa Depositi e Prestiti, controllata come noto dallo Stato italiano. “Abbiamo detto a Fiat che con il prestito ci devono pagare investimenti in Italia”, ha voluto mettere in chiaro il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, utilizzando peraltro la vecchia denominazione dell’azienda torinese fondata dalla famiglia Agnelli.

‘Prestito a Fca non è un regalo’

Insomma, quello che lo Stato si appresterebbe a garantire al gruppo Fca, ha poi precisato Gualtieri, è un “prestito” e non certo un “regalo”. Gli impegni richiesti a Elkann e soci per ottenerlo, dunque, sono non solo quello di confermare, ma anche di aumentare gli investimenti economici nel nostro Paese allo scopo di favorire l’occupazione.

No netto anche all’ipotesi di eventuali delocalizzazioni della produzione automobilistica in altri Paesi. Se dovessero venire meno queste condizioni, ha concluso il titolare del Mef, la garanzia economica dello Stato cadrebbe.

Il commento di Diego Fusaro: ‘Governo di pagliacci’

Ma l’operazione ‘prestito a Fca’ trova tra i suoi massimi detrattori Diego Fusaro.

Il filosofo sovranista pubblica due brevi ma significativi post sul suo profilo Facebook. “Il governo dei pagliacci giallofucsia dà 6,3 miliardi alla Fiat, che paga le tasse all'estero e che da sempre privatizza gli utili e condivide con noi le perdite - scrive nel primo - un governo di pusillanimi giallofucsia, nemici dei lavoratori e delle imprese locali e al guinzaglio delle banche e delle multinazionali no border”.

Giudizio tranchant ribadito nel secondo post: “In pratica, la Fiat privatizza gli utili e lascia a noi come Stato il pagamento dei salari dei lavoratori. Siamo tutti capaci a fare impresa così, nevvero?”.

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